- Inconferibilità e Incompatibilità

 
Il decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, attua la delega prevista dall'art. 1, commi 49 e 50, della L. n. 190/2012, "Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione", ("legge anticorruzione"). Principali obiettivi del decreto attuativo sono la prevenzione e il contrasto della corruzione e la prevenzione dei conflitti di interesse mediante una nuova disciplina recante le inconferibilità e le incompatibilità degli incarichi nelle PA e negli enti privati da esse controllate e quelli ricoperti presso gli enti regolati o finanziati ovvero presso organi di indirizzo politico nazionali, regionali e locali, che tenda ad assicurare la distinzione tra responsabilità politica e di gestione. Le linee direttrici dell'intervento normativo sono essenzialmente due:
  • la previsione di una disciplina che individua i casi di inconferibilità degli incarichi dirigenziali e degli incarichi di responsabilità amministrativa di vertice, che comportano l'esercizio di funzioni di amministrazione e gestione nelle pubbliche amministrazioni e negli enti di diritto privato sottoposti a controllo pubblico, a soggetti interni o esterni alle PA (Capi III e IV del decreto n. 39/2013
  • la previsione di una disciplina che individua i casi di incompatibilità tra gli incarichi dirigenziali e di responsabilità amministrativa di vertice, svolti presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti di diritto privato sottoposti a controllo pubblico, e gli incarichi pubblici elettivi ovvero incarichi che comportino la titolarità di interessi privati che possano porsi in conflitto con l'esercizio imparziale delle funzioni pubbliche affidate (Capi V e il VI del decreto n. 39/2013).
In base all'art. 1, comma 2, lett. g), per INCONFERIBILITA' deve intendersi la preclusione, permanente o temporanea, a conferire gli incarichi previsti dal decreto a coloro che abbiano riportato condanne penali per i reati previsti dal capo I del titolo II del libro secondo del codice penale, a coloro che abbiano svolto incarichi o ricoperto cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati da pubbliche amministrazioni o svolto attività professionali a favore di questi ultimi, a coloro che siano stati componenti di organi di indirizzo politico. Le situazioni di inconferibilità configurano, pertanto, condizioni ostative al conferimento di determinati incarichi, riconducibili essenzialmente al pregresso svolgimento di cariche politiche o incarichi di vertice, comunque superabile mediante il decorso di un periodo di "raffreddamento" di uno o due anni, a seconda dei casi. Obiettivo del legislatore in questi casi è quello di evitare che, proprio in ragione della carica ricoperta, l'interessato possa precostituirsi una situazione di favore per l'attribuzione di un nuovo incarico di carattere amministrativo, rivolgendo quindi l'esercizio della pubblica funzione a vantaggio proprio e non della pubblica amministrazione.

La lett. h) del comma 2 dell'art. 1 identifica l'INCOMPATIBILITA' con l'obbligo per il soggetto cui viene conferito l'incarico di scegliere, a pena di decadenza, entro il termine perentorio di quindici giorni, tra la permanenza nell'incarico e l'assunzione e lo svolgimento di incarichi e cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dalla PA che conferisce l'incarico, lo svolgimento di attività professionali ovvero l'assunzione della carica di componente di organi di indirizzo politico. In questi casi non sussiste, quindi, una preclusione assoluta all'assunzione dell'incarico, in quanto l'interessato può esercitare un diritto di opzione che tende a rimuovere la situazione favorevole per lo sviluppo di fenomeni di corruzione, ma si tende ad evitare la coincidenza nello stesso soggetto di ruoli di vigilanza e gestione della medesima attività. Gli incarichi dirigenziali costituiscono l'oggetto di entrambi i gruppi di disposizioni: l'uno volto a interdire ("a monte") l'accesso a tali incarichi, l'altro finalizzato a impedire ("a valle") che coloro che ne siano titolari possano transitare ad altri incarichi mantenendone la titolarità.

La prevenzione della violazione delle disposizioni del suddetto decreto, è affidata alla vigilanza da parte dei Responsabili della prevenzione della corruzione e all'autocertificazione da parte del soggetto destinatario dell'incarico. Infatti, ai sensi dell'art. 20, comma 1, del d. lg. 39/2013, sussiste l'obbligo dell'interessato, all'atto del conferimento dell'incarico, di presentare una dichiarazione sulla insussistenza di una delle suddette cause di inconferibilità, e l'adempimento dell'obbligo è condizione per l'acquisizione dell'efficacia dell'incarico. Con riferimento agli incarichi da conferirsi o rinnovarsi, la dichiarazione relativa alle eventuali ipotesi di inconferibilità dovrà essere resa prima dell'assunzione degli incarichi stessi e di tale comunicazione dovrà essere fatta espressa menzione nei relativi provvedimenti di conferimento. Nel corso dell'incarico, l'interessato presenta annualmente una dichiarazione sulla insussistenza di una delle suddette cause di incompatibilità.
Le dichiarazioni sull'insussistenza delle cause di inconferibilità e incompatibilità degli incarichi sono rese dai soggetti interessati su appositi moduli predisposti dal Responsabile della prevenzione della corruzione del Consiglio regionale.
Ai sensi dell'art. 20, comma 5, del D.lgs. n. 39/2013, ferma restando ogni altra responsabilità, la dichiarazione mendace, accertata dalla stessa amministrazione (Responsabile della prevenzione della corruzione), nel rispetto del diritto di difesa e del contraddittorio dell'interessato, comporta la inconferibilità al soggetto che ha reso la dichiarazione, di qualsivoglia incarico da parte del Consiglio regionale per un periodo di 5 anni.
 
DISCIPLINA INTERNA
Con deliberazione dell'Ufficio di Presidenza n. 86 del 22.07.2014 è stato adottato un disciplinare inerente il regime delle dichiarazioni sulla insussistenza delle cause di inconferibilità e incompatibilità di cui all'art. 20, comma 1, del D.lgs. n. 39/2013, consentendo, cosi, l'attuazione della suddetta normativa attraverso la standardizzazione delle dichiarazioni rese ai fini della verifica dell'insussistenza delle cause di inconferibilità e incompatibilità e dotando il Consiglio regionale di un provvedimento di regolamentazione delle procedure di verifica e contestazione delle eventuali cause di inconferibilità e incompatibilità riscontrate nei riguardi dei soggetti incaricati. Con successiva deliberazione dell'Ufficio di Presidenza n. 36 del 28.03.2019 si è proceduto all'aggiornamento del suddetto disciplinare.

MODULISTICA
modello A dichiarazione direttori e dirigenti (pdf)
modello B dichiarazione annuale direttori e dirigenti (pdf)
modello C dichiarazione incarichi L. 4/09 (pdf)
modello D dchiarazione annuale incarichi L. 04/09 (pdf)