- Incarichi di collaborazione, di studio o di ricerca

Il Consiglio regionale può affidare lo svolgimento di attività, a contenuto intellettuale e da svolgersi personalmente, a persone fisiche esterne all’Amministrazione mediante la stipulazione di un contratto di lavoro autonomo, di cui agli artt. dal 2222 al 2230 del c.c., riconducibile, più precisamente, ai contratti di prestazione d’opera intellettuale. Gli incarichi esterni vengono conferiti dall'ente allo scopo di reperire all’esterno dell’organizzazione risorse che  permettano di soddisfare esigenze connotate da carattere temporaneo e elevata professionalità, senza dover ricorrere ad assunzioni di personale di ruolo.
 

TIPOLOGIE DI INCARICHI:
- prestazioni d’opera intellettuale di natura professionale: incarichi affidati a soggetti che svolgono in via abituale attività di lavoro professionale finalizzati a una prestazione, o al raggiungimento di un risultato, che può esaurirsi anche in una sola azione, senza alcun coordinamento da parte del committente. All’interno del contratto d’opera intellettuale vi sono le professioni intellettuali (cc.dd. “regolamentate”), di cui all’art. 2229 c.c., il cui esercizio è condizionato all’iscrizione in Albi e/o Elenchi, e le professioni non regolamentate, per l’esercizio delle quali tale iscrizione non è richiesta;
- prestazione d’opera intellettuale di natura occasionale:  incarichi affidati a soggetti che svolgono in via non abituale attività di lavoro autonomo, finalizzati ad una prestazione, o al raggiungimento di un risultato, che si esaurisce in una sola azione o prestazione senza alcun coordinamento da parte del committente;
- collaborazioni coordinate e continuative:  incarichi individuali svolti da soggetti esterni in piena autonomia operativa, escluso ogni vincolo di subordinazione, nel quadro di un rapporto unitario e continuativo con il dirigente che ha il compito di verificare la rispondenza dell’attività agli obiettivi e la compatibilità con le esigenze dell’organizzazione.

CONTENUTO:
- attività di studio, ossia di analisi su un problema di interesse dell’amministrazione, che si concludono con la predisposizione di una relazione scritta finale, nella quale il prestatore d’opera illustra i risultati dello studio e le soluzioni proposte;
- attività di ricerca, ossia di approfondimento su determinate materie e offerta delle relative soluzioni; sono caratterizzate dalla preventiva definizione del programma da parte dell’Amministrazione;
- attività di consulenza che prevedono l’acquisizione di pareri o valutazioni tecniche ad esperti o prestazioni particolari non riconducibili ad attività ordinarie o continuative.

PRESUPPOSTI DI LEGITTIMITA’: (art. 7, c. 6,  del D.Lgs. n. 165/2001)
- corrispondenza dell’oggetto della prestazione richiesta con le competenze attribuite dall’ordinamento all’amministrazione;
- accertamento dell’impossibilità oggettiva di procurarsi all’interno dell’Amministrazione la figura professionale idonea allo svolgimento della prestazione oggetto dell’incarico;
- temporaneità dell’esigenza;
- particolare e comprovata specializzazione anche universitaria;

MOTIVAZIONE: il conferimento dell’incarico deve essere adeguatamente motivato

DURATA: gli incarichi sono conferiti per il periodo strettamente necessario al loro espletamento o al raggiungimento di obiettivi predefiniti o alla realizzazione del progetto concordato in sede di affidamento. Gli incarichi di collaborazione coordinata e continuativa possono essere conferiti nel limite massimo di 12 mesi. Non è ammessa la proroga dell’incarico fatti salvi i seguenti casi eccezionali:
- per il completamento del progetto;
- per consentire la piena realizzazione e l’espletamento della prestazione;
- per ritardi non imputabili al titolare dell’incarico

OBBLIGHI DI PUBBLICAZIONE E COMUNICAZIONE:
Ai sensi dell’art. 15, c. 2 , del Dlgs 33/2013 le pubbliche amministrazioni sono tenute a pubblicare, nella sezione “Amministrazione trasparente” sotto-sezione di primo livello “Consulenti e collaboratori” dei propri siti istituzionali, le seguenti informazioni relative ai titolari di incarichi di collaborazione o consulenza:
- gli estremi dell'atto di conferimento dell'incarico;
- il curriculum vitae;
- i dati relativi allo svolgimento di incarichi o la titolarità di cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dalla pubblica amministrazione o lo svolgimento di attività professionali;
- i compensi, comunque denominati, relativi al rapporto di consulenza o di collaborazione, con specifica evidenza delle eventuali componenti variabili o legate alla valutazione del risultato.
le attestazione dell’avvenuta verifica dell’insussistenza di situazioni, anche potenziali, di conflitto di interesse.

L’art 53, comma 13 del d.lgs. 165/2001 prevede, altresì, l’obbligo, per le pubbliche amministrazioni di comunicare tempestivamente al Dipartimento della funzione pubblica, in via telematica, per ciascuno dei propri dipendenti e distintamente per ogni incarico conferito o autorizzato, i compensi da esse erogati o della cui erogazione abbiano avuto comunicazione dai soggetti incaricati.
I suddetti obblighi sono condizioni per l'acquisizione dell'efficacia degli atti  di conferimento degli incarichi e per la liquidazione dei relativi compensi; l’omessa pubblicazione determina la responsabilità del dirigente che ha disposto l’incarico, accertata all'esito del procedimento disciplinare, ed il pagamento di una sanzione pari alla somma corrisposta, fatto salvo il risarcimento del danno del destinatario ove ricorrano le condizioni di cui all'articolo 30 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104.]

Termini di pubblicazione: i dati sugli incarichi di consulenza o di collaborazione vanno pubblicati entro tre mesi dal conferimento dell’incarico e per i tre anni successivi alla cessazione dello stesso
Modalità di pubblicazione: secondo modalità di facile consultazione, in formato tabellare aperto e che ne consenta l'esportazione, il trattamento e il riutilizzo. Le tabelle, che riportano l’oggetto, durata e compenso dell'incarico, devono essere aggiornate tempestivamente. I dati sui compensi, comunque denominati, relativi al rapporto di consulenza o di collaborazione, non devono essere riportati all’interno dei curricula ma di essi deve essere data separata evidenza. Inoltre, i compensi sono da pubblicare al lordo di oneri sociali e fiscali a carico del dipendente o collaboratore e consulente, con specifica indicazione delle eventuali componenti variabili o legate alla valutazione del risultato. È preferibile pubblicare i curricula secondo il modello comune europeo, con un’attenta selezione dei dati in essi contenuti ai fini del rispetto della tutela della riservatezza. In ogni caso, possono essere pubblicati anche curricula redatti in forme alternative al modello europeo, purché contenenti i dati essenziali e, possibilmente, le stesse tipologie di informazioni previste nel modello europeo. Sulla nozione di “incarichi e cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati” si deve far riferimento al d.lgs. 8 aprile 2013, n. 39. La ratio sottesa alla previsione dell’art. 15, co. 1, lett. c) del d.lgs. 33/2013 è, tra l’altro, il controllo sociale sulla spesa nell’attribuzione di incarichi e sulla presenza di eventuali conflitti di interesse. Le amministrazioni sono, quindi, tenute a pubblicare i dati relativi allo svolgimento delle cariche e degli incarichi in enti di diritto privato che sono regolati o finanziati non solo dalla stessa amministrazione che conferisce l’incarico, ma anche da ogni altra amministrazione pubblica.
Sanzioni per mancata pubblicazione: La pubblicazione degli estremi degli atti di conferimento di incarichi di collaborazione o di consulenza a soggetti esterni con l’indicazione dei soggetti percettori, della ragione dell'incarico e dell'ammontare erogato e la comunicazione al Dipartimento della funzione pubblica di tali dati sono condizione per l'acquisizione dell'efficacia dell'atto e per la liquidazione dei relativi compensi.
L’omessa pubblicazione dei predetti dati, determina, inoltre, ai sensi dell’art. 15, co. 3:
    - la responsabilità disciplinare del dirigente che ha disposto il pagamento del corrispettivo, accertata all’esito del relativo procedimento;
    - il pagamento di una sanzione pari alla somma liquidata, sempre a carico del dirigente che ha disposto l’erogazione del compenso, fatto salvo il risarcimento del danno  ingiusto derivante dal mancato esercizio dell’attività obbligatoria. Ove ricorrano i presupposti previsti dall'art. 2058 c.c., può essere chiesto il risarcimento del danno anche in forma specifica (cfr. art. 30 d.lgs. 104/2010 – cpa).In caso di erogazione del corrispettivo ai collaboratori/consulenti e di mancata pubblicazione dei dati sui relativi incarichi, la sanzione prevista dall’art. 15, co. 3, del d.lgs. 33/2013 ha natura disciplinare, in quanto irrogata all’esito di procedimento disciplinare, come espressamente stabilito dal medesimo comma 3, di competenza dell’amministrazione. Al procedimento di irrogazione di tale sanzione non si applicano le previsioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689 recante «Modifiche al sistema penale» che riguarda le sole sanzioni amministrative.

DISCIPLINA INTERNA
In attuazione dell'articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 nonchè dei Programmi triennali per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza 2015-2017 e 2016-2018 adottati dal Consiglio regionale dell'Abruzzo, con deliberazione n. 95 del 12.07.2016 l'Ufficio di Presidenza ha approvato il "Disciplinare per l'affidamento nell'ambito del Consiglio regionale di incarichi di collaborazione, di studio o di ricerca, ovvero consulenze a soggetti estranei all'amministrazione".
La predisposizione e adozione di un regolamento in materia di conferimento di incarichi e collaborazioni costituisce una specifica misura di prevenzione della corruzione individuata prima dal P.T.P.C. 2015-2017 e successivamente confermata dal P.T.P.C. 2016-2018 ed è ritenuta capace di neutralizzare o ridurre il rischio di ricorrere alla procedura di appalto di servizi in luogo di quella per il conferimento degli incarichi di collaborazione e consulenza con lo scopo di eludere la normativa prevista dal D.Lgs. n. 165/2001 e la normativa statale in materia di contenimento della spesa pubblica.

Disciplinare per l'affidamento nell'ambito del Consiglio regionale di incarichi di collaborazione, di studio o di ricerca, ovvero consulenze a soggetti estranei all'amministrazione.

Allegato A al Disciplinare.