Zes, Febbo: dalla Regione una proposta tardiva

Versione stampabileVersione stampabile
(29/10/2018 - 16:10)

(ACRA) - "Prendiamo atto di come la Regione abbia finalmente presentato un documento sulla perimetrazione e su quali territori inserire nella Zona Economica Speciale. Da tempo e in più occasioni avevo sollecitato l'esecutivo regionale e il Presidente Lolli, assenti nell'ultima assemblea organizzata dal Sindaco di San Salvo Magnacca, per arrivare nel più breve tempo possibile a una proposta di Zes per l'Abruzzo credibile, funzionale e corrispondente alle direttive ministeriali e alle esigenze dell'economia imprenditoriale abruzzese". E' quanto afferma il Consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che aggiunge quanto segue: "Nonostante l'enorme ritardo nel presentare il documento di indirizzo adesso attendiamo il parere del Ministero poiché continuo a riscontrare diverse criticità e nutrire dei dubbi sulla formulata dall'esecutivo regionale. Ad un anno e mezzo dal Decreto del Governo sull'avvio delle Zes (D.L. 20/06/2017 n. 91), dopo l'immobilismo iniziale e il pasticcio creato con il Molise, che ha scelto la Puglia, arriva l'annuncio da parte della Regione della creazione della Zes attraverso l'Autorità portuale di Ancona rimescolando per l'ennesima volta strategie e contenuti". "Innanzitutto – precisa Febbo - rimane da chiarire su quale nodo logistico bisogna sviluppare la Zona economica speciale e come sia possibile unire i nostri porti (Pescara, Ortona e Vasto) con quello di Ancona, oggi sede dell'Autorità portuale. Infatti, viene stravolto il concetto di asse portuale; le direttive del Ministero sono chiare a questo proposito e indicano come sia indispensabile il riferimento a un Hub portuale, "scalo marittimo", che possieda un millesimo del traffico merci europeo o attraverso un Hub portuale a servizio di due regioni. Requisiti indispensabili che oggi non vengono garantiti da nessun porto abruzzese e dubito si possa decidere che le imprese abruzzesi portino le merci ad Ancona. Inoltre, come si era ipotizzato, se il porto di Vasto diventasse il nucleo merci "specialistico" di Ancona, e quindi le stessi merci arriveranno tutte in Abruzzo, dove verranno reperite le risorse necessarie per adeguare lo scalo vastese?". "È evidente – aggiunge ancora il Consigliere di Forza Italia - come oggi l'Abruzzo non abbia un porto con le caratteristiche indicate dall'Europa, ribadite nel Decreto istitutivo delle Zes, non abbia sottoscritto accordi con altri porti e non possieda neppure uno scalo adeguato. Queste sono criticità che devono avere risposte concrete e plausibili altrimenti si corre il rischio che il Ministero rispedisca al mittente la proposta avanzata dalla Regione Abruzzo". "Pertanto – conclude Febbo – prima di rimediare l'ennesima brutta figura istituzionale si riveda attentamente il documento appena definito. Dopo un anno e mezzo non credo che le aziende abruzzesi possano perdere ulteriormente tempo poiché è indispensabile lavorare concretamente alle nuove strategie e opportunità di sviluppo". (com/red)