Piano Cave, Febbo: nessuna risposta da Mazzocca

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(26/09/2018 - 13:09)

(ACRA) - "Il livore del comunicato del sottosegretario Mazzocca mostra le qualità politiche di un governo regionale ormai giunto al capolinea e il nervosismo di chi vede naufragare definitivamente la propria parabola amministrativa, svolta tra l'altro in maniera approssimativa". Il Consigliere regionale Mauro Febbo replica così alle dichiarazioni di Mario Mazzocca in merito al Piano Regionale per le Attività Estrattive. "Il Consigliere delegato alle Politiche Ambientali – prosegue Febbo - dovrebbe conoscere i regolamenti e sapere che la Delibera della Giunta Mazzocca-Lolli, di proposta di approvazione del Piano Cave da parte del Consiglio regionale decade con l'insediamento del nuovo Consiglio e della Giunta. Ai dieci anni di ritardi accumulati dai precedenti governi (compreso il governo di centrosinistra Del Turco), il Governo D'Alfonso-Mazzocca ne ha aggiunti altri 5 peggiorando la situazione autorizzativa tirando fuori dal cilindro un piano non applicabile. Inoltre, Mazzocca dovrebbe leggere le delibere del passato per comprendere come non siano state rilasciate concessioni di attività estrattive, durante il governo Chiodi, sotto falda acquifera anzi è sempre stato prescritto un franco di 2 metri; mentre la sua proposta di Piano prevede la possibilità di svolgere attività estrattiva sotto falda". "Poi – continua Febbo – Mazzocca, non entra nel merito della problematica, e non ha spiegato nulla in relazione all'allegato II: nelle aree ostative all'attività estrattiva per presenza di vincolo (anche di Pericolo come PSDA o PAI oppure aree protette ecc.), potranno essere ampliate le cave esistenti (questo era possibile in precedenza solo se miglioravano le condizioni ambientali o paesaggistiche della concessione precedentemente autorizzata, mente in questo caso si può fare senza motivazione; questo contrasta con le norme nazionali di riferimento delle aree protette del Pai e del PSDA); come nulla è stato detto sulle check list vincoli ostativi. Mazzocca non ha risposto sulle cave abbandonate nelle aree dove non è possibile svolgere le attività estrattive per divieti sovraordinati (PAI; PSDA, aree protette ecc.) e invece adesso potranno riprendere la loro attività. Questo è letteralmente assurdo: ci sono le cave autorizzate in un'altra "epoca geologica" (anni sessanta, settanta, ricostruzione e grande sviluppo dell'edilizia quando le concessioni per attività estrattive venivano rilasciate indicando solo le particelle catastali senza progetto, dimensioni ecc.); inoltre c'erano le cave di prestito per la realizzazione della grandi arterie come la A14 oppure quelle rilasciate dentro gli alvei fluviali: tutte queste cave abbandonate con questo piano non vengono censite e quindi non si ha contezza della dimensione del problema ambientale ma viene autorizzata la riapertura in contrasto con le normative sovraordinate (anche in questo contrasta con le norme nazionali ed europee, ex cave dentro ai sic e fps). Praticamente è una esplicita ammissione delle preoccupazioni che abbiamo sottolineato". "Il governo Mazzocca - D'Alfonso – prosegue ancora Febbo - continua con il bipolarismo che lo contraddistingue sulle politiche ambientali quando afferma che con questo piano "aumenta la compensazione della CO2" ; come questo sia possibile rimane un grande mistero vista la riapertura delle cave abbandonate da decenni anche in contrasto con il PAI, il PSDA, i piani di gestione delle aree protette ecc., senza nemmeno censirle e avere contezza della presenza sul territorio regionale o l'autorizzazione di cave sotto falda acquifera. Sulla vicenda Powercrop (che non ha nulla a che fare con le attività estrattive) al Consigliere Mazzocca ricordo che l'Accordo di riconversione produttiva è stato stipulato in data 19/09/2007 tra Ministero Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (governo Prodi, Ministro Paolo De Castro) Regione Abruzzo per tramite dell'Arssa con De Falcis, (Assessore all'agricoltura Verticelli), Provincia di L'Aquila (Presidente Pezzopane) e Amministratore PowerCrop. Infine – conclude Febbo - vorrei ricordare a Mazzocca che il governo Renzi non solo ha mantenuto in vita e confermato l'accordo stipulato nel 2007 (Del Turco, Verticelli, Caramanico, Pezzopane, Powercrop) ma la determinazione di Renzi e D'Alfonso nel voler realizzare un termovalorizzatore in Regione Abruzzo, conferma la volontà sottesa, ma mai esplicitata agli abruzzesi, di far diventare il complesso Powercrop il nuovo inceneritore regionale". (com/red)