"No categorico all'ampliamento cava di Popoli"

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(25/10/2018 - 15:27)

(ACRA) - "Martedì prossimo 30 ottobre il Comitato di coordinamento della Regione Abruzzo per la Valutazione di impatto ambientale (CCR VIA) non dia il proprio assenso all'ampliamento della mega cava di Popoli, nel Pescarese. Cava nata nel 2002 la cui capacità sfiora i 2 milioni e mezzo di metri cubi e che già nel 2014 ha subìto un notevole ingrandimento. Che i sacrosanti principi di precauzione e incolumità della salute pubblica possano avere la precedenza rispetto allo sfruttamento incondizionato del territorio". Leandro Bracco accende un faro su quanto la prossima settimana accadrà nelle stanze del potere abruzzese quando verrà deciso se la cava pescarese di Popoli dovrà registrare oppure no modifiche sostanziali riguardo le proprie dimensioni. "L'Abruzzo – afferma l'esponente di Sinistra Italiana – è una regione ricchissima d'acqua, un bene a dir poco prezioso che andrebbe tutelato con assoluto rigore e che anche la legislazione europea tratta con particolare attenzione. Proprio su questa tematica, grazie all'iniziativa denominata Right2Water, due giorni fa è stata approvata una proposta di direttiva che fra gli aspetti più importanti riconosce formalmente l'accesso all'acqua potabile come diritto umano fondamentale". "La stessa proposta – prosegue Bracco – oltre che aggiornare i parametri di qualità delle acque, ha il fine di promuovere il consumo d'acqua di rubinetto nell'ottica di una riduzione considerevole di utilizzo di imballaggi di plastica. Di conseguenza appare del tutto evidente come la consapevolezza del valore di questo bene fondamentale per la vita umana richieda anche significative azioni di tutela e salvaguardia. Purtroppo però – rileva il Consigliere Segretario – le istituzioni regionali abruzzesi sembrano procedere in tutt'altra direzione. Troppe infatti risultano essere le minacce ormai conosciute e accertate. Basti ricordare come la Procura di Teramo parli chiaramente di 'rischi di contaminazione' delle falde acquifere, pericoli dovuti alla presenza e allo stato in cui versano i laboratori di Fisica Nucleare del Gran Sasso oltre che la Strada dei Parchi. Gli scenari apocalittici di contaminazione dell'acqua destinata al consumo umano di circa 700mila persone dovrebbero impegnare ogni istante del quotidiano di chi ha poteri decisionali. E invece non solo tutto sembra fermo ma altri progetti potrebbero minacciare la risorsa indispensabile alla vita quale è l'acqua". "Il 30 ottobre prossimo il CCR VIA della Regione Abruzzo – evidenzia Bracco – dovrà decidere il destino della mega cava di Popoli che si trova sulle sorgenti del fiume Pescara e la cui capacità è di circa 2,5 milioni di metri cubi. Proprio questa cava, nata nel 2002 e ampliata quattro anni fa, potrebbe essere ulteriormente ingrandita se la Regione Abruzzo dovesse ritenere il progetto compatibile con l'ambiente. Eppure, secondo la proposta di perimetrazione delle aree di salvaguardia delle acque potabili attesa da ben dodici anni e cioè dal 2006, la cava ricade in una zona di protezione. Si tratta infatti di aree che proprio per la loro funzione dovrebbero essere interdette ad attività come ad esempio quelle estrattive. E invece la Regione Abruzzo pare essere assolutamente disattenta. Il progetto, d'altra parte, appare ambientalmente incompatibile per ammissione della stessa società che ne vorrebbe l'ampliamento (la Fassa Srl). In una delle relazioni integrative prodotte dalla medesima società si legge infatti che il 'rischio di inquinamento delle risorse idriche sotterranee dovute ai lavori di ampliamento della cava di calcare (...) sia del tutto sostenibile in un'ottica di salvaguardia delle risorsa idrica sotterranea'. Questa affermazione appare sconcertante dal momento che si parla di rischio sostenibile. Non possono infatti essere accettati pericoli di questa portata. Sarebbe basilare invece dare attuazione al concetto di precauzione". "Mi auguro che la Regione Abruzzo decida una volta per tutte di tutelare il diritto umano fondamentale quale è quello dell'accesso all'acqua. Non perda tempo e veicoli – conclude Leandro Bracco – un messaggio serio e costruttivo di tutela della salute pubblica rigettando il progetto di ampliamento della cava di Popoli". (com/red)