Geriatria di Pescara, Pettinari: ancora emergenza

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(14/06/2018 - 16:54)

(ACRA) - "E' ancora emergenza nel reparto di Geriatria dell'Ospedale di Pescara". Ad affermarlo è il Consigliere regionale Domenico Pettinari. "Questa mattina - spiega Pettinari - ho svolto nuovamente una visita ispettiva come previsto dalle mie funzioni di Vice Presidente della commissione Salute e ho trovato una situazione disastrosa. Circa 15 pazienti nei corridoi, che portano il totale di ricoveri a 71, contro i 56 previsti dalla norma. Il reparto è sotto organico: pochi medici, poco personale infermieristico ed O.S.S.. Una situazione resa ancora più critica dall'imminente chiusura del reparto di Geriatria di Penne, che chiuderà il 18 giugno e quindi traghetterà i suoi 28 pazienti nel reparto di Pescara. Sono questi gli effetti a catena del piano di riordino sanitario voluto dal Governo D'Alfonso. Se si chiudono i reparti degli ospedali minori, quelli dei grandi centri vanno inevitabilmente al collasso. Un'emergenza che ha interessato anche la cronaca nazionale che nell'edizione delle 13 ha dedicato un intero servizio al collasso della geriatria pescarese. Chiediamo, ancora una volta, al Presidente D'Alfonso di sospendere il suo piano di riordino approvando la legge regionale che abbiamo presentato". "Infatti - aggiunge Pettinari - per sospendere i decreti del commissario ad acta che hanno depotenziato la sanità, serve una legge regionale. E' l'unico atto che può scongiurare quanto stabilito dai decreti. Nella nostra legge chiediamo che Regione Abruzzo usufruisca delle deroghe previste dal decreto Lorenzin, come hanno fatto altre regioni d'Italia. Questa situazione compromette negativamente l'erogazione dei servizi e la tutela del diritto alla salute, danneggiando soprattutto i pazienti. Auspichiamo l'intervento delle autorità giudiziarie poiché davanti alle negligenze della politica regionale deve intervenire necessariamente un organo che tuteli il diritto alla salute". "Anche se un simile intervento - conclude il Consigliere - rappresenta il fallimento più grande delle istituzioni regionali". (com/red)