“Da organo terzo a studio di consulenza”

Versione stampabileVersione stampabile
(16/05/2018 - 14:07)

(ACRA) - "Da organo terzo a una sorta di studio di consulenza a disposizione delle imprese. E la terzietà, che dovrebbe essere uno dei suoi architrave, dove è finita? Il protocollo d'intesa sottoscritto alcuni giorni fa dall'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente (ARTA) e la sezione di Chieti e Pescara di Confindustria è un atto di una gravità inaudita". Non utilizza mezzi termini il Consigliere regionale di Sinistra Italiana Leandro Bracco nel commentare la convenzione che l'ARTA e Confindustria Chieti-Pescara hanno di recente siglato. Una convenzione che per l'esponente SI "sostanzialmente annulla l'indipendenza che dovrebbe contraddistinguere quella rilevantissima realtà di controllo il cui nome è appunto ARTA". "Proprio dall'ARTA – afferma Bracco – dipendono sia la qualità ambientale che la tutela della salute delle persone. Le attività che è tenuta a svolgere (autorizzative e di controllo) devono essere improntate al rispetto delle leggi e, cosa ancor più importante, adottate in assoluta indipendenza. Incomprensibile e grave appare quindi il protocollo d'intesa che questo mese l'ARTA medesima ha sottoscritto con la sezione di Chieti e Pescara di Confindustria". "L'oggetto dell'accordo – prosegue Bracco – lascia basiti. Si legge infatti che si vuole 'fornire alle imprese delle province di Chieti e Pescara supporto tecnico nella verifica della completezza delle istanze in materia ambientale di competenza dell'ARTA' come ad esempio le procedure VIA e AIA. Tutto ciò risulta inaccettabile in quanto proprio la completezza delle istanze non può essere verificata nel chiuso di una stanza tra funzionari (che dovrebbero controllare dopo che un determinato progetto è stato presentato) e rappresentanti di una specifica società. Tutto il procedimento deve invece avvenire solamente ed esclusivamente all'interno dei relativi iter autorizzativi". "Il protocollo adottato – evidenzia il Consigliere regionale – vìola persino i fondamentali principi di trasparenza. In aggiunta parlare di prassi consolidata di collaborazione (come fa notare l'ARTA nel comunicato stampa che ha diramato), non può che rendere la questione, già di per sé gravissima, ulteriormente allarmante. Si legge infatti che 'con il suo personale altamente qualificato, è a disposizione di tutte le imprese regionali che chiedano supporto tecnico nella redazione delle pratiche ambientali. Oggi questa prassi, ormai consolidata, è stata ufficializzata'". "Di quali prassi – si domanda Bracco – si sta parlando? L'ARTA non deve stilare pratiche ambientali ma al contrario ha il dovere di esercitare funzioni rimarchevoli, significative e tutt'altro che irrilevanti di controllo e verifica. Come si fa a essere certi che nei mesi e anni scorsi l'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente sia stata terza e indipendente nel corso di procedure autorizzative riguardanti progetti che, presumibilmente, aveva già analizzato e vagliato e magari contribuito a redigere in comitati ristretti?". "Come non richiamare – sottolinea Bracco – il caso ARPAM Marche che ha stabilito come nel caso di Treglio l'autorizzazione del sansificio, sin dal 2011 e anche per quanto concerne il quadro delle emissioni, è 'da ritenersi non conforme alla disciplina tecnico/normativa'. Di conseguenza non posso non domandarmi quali controlli siano stati svolti proprio dall'ARTA Abruzzo sull'impianto e anche per quanto attiene ai fini autorizzativi. Ciò che è emerso – conclude Leandro Bracco – deve essere chiarito in tutte le sue sfaccettature e per questo sarà oggetto di formale interpellanza che presenterò quanto prima". (com/red)