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RESOCONTO INTEGRALE N. 25/2004 ≈≈≈≈≈≈≈≈ VII LEGISLATURA – SEDUTA N. 147 – 4 NOVEMBRE 2004 (Palazzo
dell'Emiciclo – L'Aquila) presidenza
del presidente Giuseppe TAGLIENTE indi del
vicepresidente Antonio MENNA INTERROGAZIONE – MOTORADUNO ALL’INTERNO DELL’AREA PROTETTA DELLA
RISERVA REGIONALE “MONTE GENZANA”
DESIATI (componente la Giunta)
PROSPERO (componente la Giunta)
INTERPELLANZA – COSTRUZIONE DI ELETTODOTTO ENEL NELLA CITTÀ
TERRITORIO.
DESIATI (componente la Giunta)
DESIATI (componente la Giunta)
REGOLAMENTO REGIONALE PER L’ESECUZIONE IN ECONOMIA DEI LAVORI,
FORNITURE E SERVIZI
*433/03*PROGETTO DI LEGGE - RIORDINO DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI COOPERAZIONE
SOCIALE
RISOLUZIONE - CRISI DEL TURISMO INVERNALE A SCANNO
PACE (presidente della Giunta)
RISOLUZIONE – VERTENZA POMPEA S.P.A. DI ATRI
(la seduta ha inizio alle
ore16,45) VICEPRESIDENTE Prego i colleghi consiglieri di prendere posto. Dichiaro aperta la seduta. Pongo a votazione il processo verbale relativo alla seduta del 21 ottobre 2004, significando che in assenza di osservazioni è dato per approvato. (il Consiglio approva) Comunico che sono pervenuti i seguenti progetti di legge: - norme per il rilascio del nulla osta all’impiego di sorgenti di radiazioni ionizzanti comportanti esposizioni a scopo medico ed istituzione dell’Organismo tecnico per la radioprotezione; - norme in materia di organizzazione e rapporti di lavoro della Giunta regionale d’Abruzzo; - modifiche alla L.R. 83/96 recante: provvedimenti per lo sviluppo delle Autonomie e dei poteri locali. Comunico, altresì, le leggi inviate al Presidente della Giunta regionale per la promulgazione e la successiva pubblicazione: - interventi in favore delle esigenze abitative delle persone portatrici di gravi handicap; - norme in favore dei soggetti stomizzati incontinenti ed istituzione di ambulatori di rieducazione presso le Aziende sanitarie ospedaliere della Regione Abruzzo. Passiamo all’esame degli argomenti inscritti all’o.d.g.. INTERROGAZIONE – MOTORADUNO ALL’INTERNO DELL’AREA PROTETTA DELLA RISERVA REGIONALE “MONTE GENZANA” Passiamo alla discussione dell’interrogazione, a firma del consigliere Melilla, avente il seguente oggetto: “motoraduno all’interno dell’area protetta della Riserva regionale “Monte Genzana”. La parola all’assessore Desiati. DESIATI (componente la Giunta) Collega, ho preso atto dell’interrogazione anche nella considerazione del fatto che l’argomento – come lei ricorda – è stato sollevato dalla stampa. Questo è il mio incipit, perché il medesimo incipit è contenuto nella sua interrogazione. Io ho assunto delle informazioni sommarie e devo dire che non c’è una lettura condivisa dell’accaduto. Questo comporta che necessariamente debba rivolgere una richiesta per sollecitare l’Amministrazione comunale di Pettorano a rimettere una relazione alla Regione che, pur non gestendo direttamente, ha pur sempre una attività ci controllo. La gestione, infatti, è affidata ai comuni laddove gli stessi possono delegare le funzioni gestionali ad altre realtà aventi terzi. Comunque, resta il fatto che l’articolo 15, lettera l) delle norme tecniche di attuazione del Piano di assetto naturalistico della Riserva naturale “Monte Genzana ed Alto Gizio” prevedono il divieto di esercizio di sport con mezzi meccanici, quali moto e fuoristrada. La Regione Abruzzo non ha rilasciato alcuna autorizzazione, né era chiamata a farlo. Al tempo stesso immagino che, essendosi svolta l’attività, ci sia la regolarità nella formalizzazione e delle domande e del rilascio delle successive autorizzazioni, tanto è vero che il Comune avrebbe dovuto autorizzare – e, credo, abbia autorizzato -, pur giudicando in autonomia la possibilità che l’evento si svolgesse, sulla considerazione dei pareri che altri Enti, chiamati a vario titolo ad esprimersi, lo abbiano fatto. Quindi, c’è una competenza del Comune là dove avrebbe dovuto chiedere anche una valutazione di incidenza prima di rilasciare il parere, ma credo che la norma del Piano si possa offrire ad una lettura ben chiara. Per quanto attiene all’atto che possiamo compiere, esso riguarda la richiesta di informazioni su quanto è accaduto e verificarne la legittimità. Se dovessimo riscontrare una illegittimità, o comunque un atto non compiuto o un atto compiuto senza che l’evento si potesse consumare, potremmo anche verificare ipotesi successive in ordine alla gestione della Riserva stessa. VICEPRESIDENTE La parola al collega Melilla. Ne ha la facoltà. Grazie Presidente. Innanzitutto devo dar atto dell’onestà dell’assessore Desiati perché ha riconosciuto che in base alla legislazione vigente non era consentita in quella Riserva lo svolgimento di una manifestazione sportiva, con l’utilizzo di moto, che certamente hanno comportato un danno alla flora ed alla fauna dell’area interessata. A questo punto bisogna vedere di chi sono le responsabilità e soprattutto per il futuro dettare una normativa, vincolante per le riserve, per il rispetto della legge. Può darsi, infatti, che in quel contesto si sia verificata una disattenzione da parte di qualcuno. Per il passato direi che la situazione non può essere sanata, per cui mi limito a fornire all’assessore una raccomandazione affinchè in futuro non si verifichino più manifestazioni sportive non compatibili con il territorio. Si potrebbe prendere spunto da questa vicenda per inviare una circolare a tutte le Riserve dicendo di evitare di far svolgere manifestazioni sul tipo di quella che è avvenuta. Grazie. Passiamo alla discussione dell’interrogazione, a firma del consigliere Lombardi, concernente: acquisizione Palazzo “Ardinghelli” da parte della Giunta regionale e trasferimento al Comune di L’Aquila. La parola all’assessore Prospero. PROSPERO (componente la Giunta) Grazie Presidente. Con atto di cessione, rogito del Notaio Giovanni Fanti di L’Aquila, avvenuto in data 4 aprile 1974 il Comune di L’Aquila cedeva alla Regione Abruzzo il complesso denominato “Palazzo delle Esposizioni”. La cessione, accettata a titolo gratuito, è stata fatta alla seguente condizione: l’Ente-Regione assume formale impegno di acquistare, quando le condizioni di bilancio lo consentiranno, uno stabile nel centro storico della città di L’Aquila su indicazione dell’Amministrazione comunale che dovrà essere destinato a scopi sociali di interesse cittadino e regionale. Gli elementi significativi della condizione di cui sopra, onde chiarire in modo definitivo i reali termini della stessa ed evitare il perdurare di attesa che non trovano alcun fondamento nella condizione cui sopra fedelmente riportata nelle sua formulazione letterale e nello spirito che si ritiene animasse l’atto sono: acquisto di uno stabile nel centro storico della città di L’Aquila,quando le condizioni di bilancio lo consentiranno, su indicazione dell’Amministrazione comunale, che dovrà essere destinato a scopi sociali e di interesse cittadino e regionale. In nessuno dei suddetti passaggi si rinviene, neanche in via interpretativa, l’obbligo di trasferire la proprietà dell’immobile al Comune di L’Aquila. Diversamente si verrebbe a configurare un corrispettivo, sia pure futuro, incompatibile con l’essenziale gratuità dell’atto di donazione. Punto 2. L’onere negoziale a carico della Regione contiene invece il solo impegno all’acquisto di un immobile e la sua destinazione a scopi sociali di interesse cittadino e regionale. A ben vedere, dunque, la condizione non prevede neanche che l’immobile debba essere messo nella disponibilità del Comune per le suddette finalità. Poiché la ripetuta condizione riserva espressamente al Comune la sola indicazione dell’immobile, anche l’impegno delle destinazioni a scopi sociali di interesse cittadino e regionale è riferibile alla Regione, che vi può eventualmente provvedere di concerto con l’Amministrazione comunale per gli scopi di specifico interesse cittadino. In conclusione, la condizione era volta ad ottenere, da parte della Regione, la realizzazione di una iniziativa di interesse sociale, quale espressione di riconoscenza e gratitudine nei confronti della comunità aquilana per la liberalità concessa e finalizzata per altri insediamenti degli Organi del nuovo Ente-Regione della città di l’Aquila. Al riguardo si evidenzia che la Regione ha condotto svariate iniziative in campo immobiliare nella città di L’Aquila, volte sia al recupero e valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale della città sia a favorire l’erogazione di servizi sociali tra cui si richiama il trasferimento in proprietà, a titolo gratuito, ai sensi della Legge regionale 42/98 del complesso “Parco del Sole” . Si evidenza a riguardo che la Regione ha dato una attuazione molto selettiva e rigorosa alla normativa e la cessione in argomento è stata effettuata in considerazione del notevole interesse che il Parco riveste per la comunità aquilana, quale verde ricompreso in uno degli spazi monumentali ed architettonici di maggior pregio. Il trasferimento di proprietà del complesso ex “Onpi”, con erogazione di risorse per circa 3 milioni di euro per interventi di ristrutturazione ed adeguamento, con ciò sostenendo la fase di attivazione del centro residenziale per anziani di L’Aquila. La concessione attraverso l’Azienda regionale per il diritto agli studi universitari dislocati al piano terra del palazzo “Selli” per le finalità del Servizio informazione del Comune. Con specifico riferimento alle iniziative dirette all’assolvimento dell’impegno da parte della Regione, l’Amministrazione comunale ebbe in passato ad indicare in palazzo “Dragonetti” l’immobile attraverso cui dare assolvimento all’impegno medesimo. In tal senso si evidenziano diversi altri fatti che non trovano alcuna lettura se non quelle di indicazioni del suddetto immobile, quali il richiamo all’impegno in oggetto espressamente contenuto nella motivazione del provvedimento di acquisto di palazzo “Dragonetti”; l’interessamento del Comune affinchè detto immobile, anziché prevedere localizzazioni di natura prettamente burocratica fosse valorizzato attraverso una destinazione di alto profilo qualitativo conveniente con la tipologia architettonica e l’ubicazione dell’immobile nel centro storico; le richieste del Comune di L’Aquila affinchè la Regione individuasse proprio nel palazzo “Dragonetti” l’immobile attraverso il quale potesse trovare adempimento all’obbligo derivante dalla donazione. Note del sindaco di L’Aquila in data 9 gennaio 1994 e 21 ottobre 1984. Conseguentemente ci fu la proposta del Comune di realizzare un insediamento museale, destinazione alla quale fu comunemente convenuto di soprassedere per soddisfare meglio le esigenze dell’Ente-Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e della sede Rai – nota del Comune del 18 ottobre 1996. La destinazione del palazzo, anche per la contrarietà del Comune alla collocazione di altre tipologie di uffici a sede di strutture regionali della Cultura – Centro Servizi Culturali – con la realizzazione di sale espositive emeroteca e videoteca. Sulla base di tali presupposti e, onde riconoscere formalmente le suddette operazioni al fine dell’assolvimento dell’impegno, penso che con questo protocollo d’intesa tra la Regione Abruzzo e il Comune di L’Aquila, sottoscritto in data 15.12.1999 ed approvato con rispettive deliberazioni della Giunta regionale in data 24.11.1999, n. 2465, e del Consiglio comunale in data 7.12.1999, n. 857, sia stata posta la parola fine a tutta la vicenda. Caro collega, se legge il protocollo d’intesa, vede chiaramente che sono state soddisfatte le esigenze. Con il suddetto protocollo, in via formale e definitiva, è stata definitivamente espressa l’indicazione di palazzo “Dragonetti”, unito a palazzo “Centi”, per l’assolvimento dell’impegno in oggetto. Ciò in considerazione che la destinazione di palazzo “Dragonetti”, a sede di struttura a carattere culturale e di rilevante interesse cittadino e regionale, ferma la disponibilità a concordare l’utilizzo delle sale polivalenti anche per iniziative comunali a carattere sociale e culturale. Della valenza di palazzo “Centi”, il cui acquisto e la successiva ristrutturazione, oltre a dotare la Regione Abruzzo di prestigiosa sede di rappresentanza, concorre al recupero del patrimonio storico ed architettonico della città di L’Aquila con evidente ritorno di immagine e di prestigio della città stessa. Del citato protocollo risulta testualmente: “le parti convengono sul pregio di idoneità di entrambi i palazzi per l’assolvimento dell’impegno derivante dal citato atto notarile”. Penso che con questo atto le pretese di qualche soggetto non trovino accoglimento, almeno da parte della Giunta regionale. VICEPRESIDENTE Grazie all’assessore Prospero. La parola al collega Lombardi. Ne ha la facoltà. Vorrei potermi dichiarare soddisfatto, ma non mi è consentito farlo per la risposta che ha fornito il componente la Giunta, consigliere Prospero, in merito alla mia interrogazione che chiedeva che fossero rispettati i patti fra il Comune di L’Aquila e la Regione Abruzzo. Non si può tergiversare su questo punto, né si possono barattare per patti rispettati quelli che tali non sono. Il fatto di avere acquistato il palazzo “Dragonetti”, che serve a sede di un Assessorato regionale, e il fatto di avere acquistato il palazzo “Centi”, che serve a sede della Presidenza della Giunta regionale, non costituisco esaudimento delle obbligazioni che a suo tempo furono assunte a fronte di una cessione - di un valore incommensurabile rispetto a quelli denunciati - sulla quale oggi si trova la sede del Consiglio regionale che fece venir meno una serie di attività scolastiche ed educative con la cessione, appunto, di un patrimonio molto più consistente rispetto a quello in questione. Non poteva essere nei patti, però, che la Giunta regionale si prendesse la sua sede. E’ come se lei oggi a Pescara dicesse: “costruiamo la sede della Giunta regionale e questo è lo scambio che facciamo con il Comune di Pescara per la cessione dell’area per la costruzione della sede medesima”. Non è così! Il problema, quindi, è all’origine: c’è una precisa deliberazione con la quale la Regione si è assunta l’obbligo, non di pagare questi immobili e questo terreno di sedime ma di riconoscere in qualche modo la valenza di una vera e propria donazione fatta alla Regione per favorirla nel raggiungimento dell’obiettivo della sede del Consiglio regionale. Questo non è ancora avvenuto, né questo può essere barattato con l’ex Onpi, che sapete benissimo che si tratta di una questione che deriva da tutt’altra parte e quegli immobili dovevano comunque essere dati al Comune di L’Aquila, come quelli delle altre realtà regionali, perché derivanti dai disciolti ex Onpi, gestiti dalla Regione, che ne avrebbe dovuto sostenere la manutenzione e quant’altro, e messi a disposizione dei Comuni per ospitarvi le cosiddette case-albergo per gli anziani. Lì la Regione ha deciso di levarsi un fardello, mettendolo nelle mani del Comune di L’Aquila, scaricando su quest’ultimo il costo delle gestione degli immobili, che invece doveva essere della Regione. Quindi, non cerchiamo di cambiare i termini del problema! I termini del problema sono aggravati da queste cose! Identico discorso vale per il “Parco del Sole”, all’epoca ridotto allo sfascio, e che è stato affidato in gestione al Comune di L’Aquila, che lo ha messo a disposizione dei cittadini e di tutta la collettività. Quella non è stata una regalia in cambio di questo discorso! Diversamente non ci comprendiamo. Mi spiace, assessore Prospero, la sua risposta non è stata pertinente all’interrogazione che ho presentato. Non ha dato risposte alla richiesta di porre fine a questo discorso nato da una precisa obbligazione tra il Comune di L’Aquila e la Regione Abruzzo. La prego, assessore, di ricominciare da capo, ma con un maggiore realismo, l’esame di questa pratica affinchè la stessa possa venire finalmente a definizione. VICEPRESIDENTE L’interrogazione avente per oggetto: “adempimenti connessi all’attuazione della misura 1.2 della programmazione comunitaria” la rinviamo alla prossima seduta per l’assenza giustificata del collega, oltre che di quella del presidente Pace. Rinviamo - ma non decadono perché assente l’assessore De Matteis - anche le interpellanze aventi rispettivamente i seguenti oggetti: “ATER: interpretazione retroattiva L.R. 56/1998”, d’ iniziativa del collega Costantini, e “comune di Giulianova: salvaguardia patrimonio paesaggistico ed ambientale” , d’ iniziativa del collega Verticelli. INTERPELLANZA – COSTRUZIONE DI ELETTODOTTO ENEL NELLA CITTÀ TERRITORIO. Passiamo alla discussione dell’interpellanza, a firma del consigliere Di Stanislao, avente il seguente oggetto: “costruzione di elettrodotto ENEL nella città territorio. Per l’illustrazione la parola al proponente. Ne ha la facoltà. Grazie Presidente. Sono passati un po’ di mesi dalla presentazione di questo documento, ma rimangono invariate la sostanza, l’urgenza e l’emergenza. Infatti, nel frattempo l’ENEL è andata avanti nella fase di esproprio, facendo prima le cose e poi chiedendone l’autorizzazione agli Enti locali ed informandone la Giunta regionale. L’ENEL passa con un elettrodotto da 150.000 Kwatt a 20 metri dalle case e, rispetto a quest’opera, l’ENEL prima la compie e poi chiede l’autorizzazione. Nel frattempo i cittadini si sono organizzati in un comitato ed hanno raccolto qualche migliaio di firme, visto che nessuno li sostiene in questa battaglia, che è di tutela e di sicurezza della salute e dell’ambiente. Pertanto, chiedo all’assessore Desiati se non ritiene che la Regione Abruzzo debba intervenire, ma soprattutto che debba essere informata prima dall’ENEL, quando compie operazioni sul territorio regionale, visto che gli Enti locali e le persone non hanno nessun potere per impedire questo stato di cose. Chiedo, inoltre, se la Regione, qualora fosse stata informata, abbia provveduto a comunicarlo alle Amministrazioni comunali del luogo, alla Asl di riferimento e all’ARTA per far valutare questo insediamento che io ritengo abbia delle valenze estremamente negative per la salute e per la tutela dell’ambiente circostante. Inoltre, desidero sapere dall’assessore Desiati se intende intervenire, come Governo regionale, nei confronti dell’ENEl per capirne la portata dell’intervento, e nei confronti dei cittadini per la loro tutela, ai quali qualche tempo fa avete chiesto anche i voti. Vorrei che si desse una risposta in questo senso, perché nel frattempo le cose vanno avanti e penso che non sia bello per il Governo regionale far andare avanti questo stato di fatto sui territori. Mi auguro che l’assessore Desiati ci dica qualcosa in merito e soprattutto se conosce lo stato dell’arte ad oggi. L’ENEL, infatti, nel frattempo è andata avanti in barda a qualsiasi cosa. Diversamente chiedo se dobbiamo fare un incontro tra i cittadini e lei e il Governo regionale per le iniziative da mettere in campo urgentemente ed immediatamente. Dico questo, caro assessore, perché rispetto alla presenza dell’ENEL in questa regione, così come in altre, non c’è nessuna possibilità non solo di fare concertazione ma anche di poter dire che esiste un Piano della Regione rispetto agli insediamenti degli elettrodotti. Sarebbe interessante se lei qualificasse il suo Assessorato anche da un punto di vista del piano degli insediamenti. Se lo ha già fatto, la ringrazio; diversamente ne prenda atto ed intervenga nei modi e nei tempi che, non lei ritiene opportuni, ma i cittadini di quel territorio. Grazie. VICEPRESIDENTE La parola all’assessore Desiati. Ne ha la facoltà. DESIATI (componente la Giunta) Probabilmente dalle notizie che il collega mi ha fornito, oltre a quelle contenute nell’interpellanza, sarebbe opportuno, anche acquisendo una parziale risposta che io le posso ora fornire, mantenere in piedi l’interpellanza. Lei, infatti, ha detto un qualcosa di cui la Regione ancora non ne è a conoscenza. Se vuole, le posso fornire la risposta che le avrei fornito se non avesse ampliato qui in Aula i contenuti dell’interpellanza. Diversamente, per l’Amministrazione chiamiamoli “termini a difesa”, ma solo perché oggi ha avuto conoscenza di qualche cosa in più. Mi dica lei, collega. Se lei mi mette a conoscenza di un pezzo di percorso che ha fatto, su quella base ricostruisco la nuova interpellanza. DESIATI (componente la Giunta) Non c’è bisogno di una nuova interpellanza! Se la presidenza mantiene il documento, io amplio la risposta. Diversamente oggi la risposta stessa sarebbe caducata di una parte significativa in ordine ai contenuti che lei attende. DI STANISLAO (Ds) Allora, teniamo in piedi l’interpellanza. Se dovessi integrarla ….. DESIATI (componente la Giunta) ….. se è sicuro dei fatti che ci ha riferito – non perché ci ha detto delle cose non vere, ma soltanto perché avrebbe potuto riportare solamente delle voci - e me li conferma come se fossero cosa scritta, le amplio la risposta. DI STANISLAO (Ds) Manteniamo l’interpellanza. VICEPRESIDENTE Passiamo all’esame del punto 1 all’o.d.g. avente il seguente oggetto: “norme di indirizzo programmatico regionale di razionalizzazione ed ammodernamento della rete distributiva carburanti”. Per la relazione, la parola al collega Tancredi. TANCREDI (Fi) Presidente e colleghi, come ho già relazionato durante l’ultima seduta del Consiglio regionale, la commissione 4^ ha approvato il testo a maggioranza dei presenti. La Commissione ha lasciato in sospeso i problemi delle distanze sull’articolo 13 del testo legislativo. Queste distanze riguardano il GPL e il gas metano. Per questo nella scorsa seduta c’è stato un rinvio ad oggi. Abbiamo trovato un accordo condiviso fra tutti i gruppi e lo stesso è stato formalizzato con l’emendamento che la Presidenza dovrebbe già avere. VICEPRESIDENTE Stiamo facendo le copie, perché gli emendamenti sono tantissimi. Ce ne sono, infatti, circa 300 presentati dal collega Orlando. Ha chiesto la parola il collega Tancredi. TANCREDI (Fi) Chiedo al collega Orlando di ritirare gli emendamenti, visto che all’accordo hanno partecipato anche i colleghi Fabbiani e Passeri. VICEPRESIDENTE Colleghi, per guadagnare tempo, se c’è la proposta di posticipare la discussione di questo argomento in attesa che vengano fatte le fotocopie degli emendamenti, la pongo a votazione. Così andiamo avanti con i lavori. Ha chiesto la parola il collega Tancredi. Ne ha la facoltà. TANCREDI (Fi) Presidente, propongo che l’esame di questo disegno di legge sia posticipato alla fine dell’o.d.g.. VICEPRESIDENTE Non ci sono richieste di parola. Pongo a votazione la proposta testè fatta dal collega Tancredi. (il Consiglio approva) Passiamo alla discussione del punto 2 all’o.d.g.. avente il seguente oggetto: “Piano di assetto naturalistico della Riserva naturale guidata “Punta Aderci” nel comune di Vasto (CH)”. Per la relazione, la parola al collega Di Sabatino. La 2^ commissione ha esaminato il provvedimento amministrativo nella seduta dell’8 luglio ed ha espresso sullo stesso, così come emendato, parere favorevole a maggioranza dei consiglieri presenti. VICEPRESIDENTE Anche su questo argomento ci sono degli emendamenti. Si sta provvedendo alle copie. Ha chiesto la parola l’assessore Desiati. Ne ha la facoltà. DESIATI (componente la Giunta) Grazie Presidente. Il Comune di Vasto, a cui è affidata la gestione della Riserva, prima ancora che nel caso dovesse riaffidarla a terzi, ha rimesso il Piano di assetto naturalistico della Riserva medesima preparato dalla COGESTRE, esprimendo così la propria volontà anche in ordine a tutte le fattispecie all’interno del Piano, parti normative ed allegati. Il Comitato tecnico scientifico ha valutato positivamente il lavoro, tant’è che ha rimesso agli Uffici l’elaborato anche sulla considerazione del fatto che la Regione aveva compiuto delle osservazioni, che avevano indotto il comune di Vasto ad apportare alcune modifiche. Queste modifiche sono state collazionate dalla COGESTRE e rimesse nuovamente al Comitato tecnico scientifico per l’ultima definitiva approvazione. Il testo si compone di 108 pagine: una parte è normativa, mentre le ultime due pagine riguardano una parte esplicativa che potrebbe sembrare in qualche passaggio contraddire quanto contenuto nella parte normativa. Questo certamente non è, soprattutto nella considerazione del fatto che ciò che vige è la norma contenuta nel Piano, per cui un allegato non può trasformare e stravolgere quanto la norma puntualmente indica. Oltretutto non si può sottacere che all’articolo 8, comma 2, del PAN così è detto: “nell’esplicarsi delle funzioni di controllo e vigilanza il Comitato, ove ne ravvisi l’opportunità, all’esito di apposite verifiche, potrà impartire prescrizioni e divieti nella realizzazione di interventi di trasformazione del territorio all’interno della Riserva o di svolgimento di attività di qualunque genere che siano in accertato e motivato contrasto con le finalità istitutive della stessa”. Voglio dire che c’è un’azione di controllo che in ogni caso mette nelle condizioni il Comitato di gestione di impedire che determinati interventi possano essere compiuti. Al tempo stesso mi rendo conto di come l’approvazione delle ultime due pagine – 107 e 108 – che non sono norma, ma esplicative, possono contraddire quanto la norma dice, per cui potrebbe generarsi confusione. A questo punto propongo l’emendamento, che attualmente è in distribuzione, là dove si prevede la stralcio delle pagine 107 e 108 con l’indispensabile riviviscenza di un unico aspetto che viene, però, con il medesimo emendamento ricompreso nella parte normativa. In definitiva, gli emendamenti saranno due: uno di natura esclusivamente tecnica, laddove per un mero errore compiuto dall’Amministrazione comunale, non è stato aggiornato il testo rispetto al parere espresso dal Comitato tecnico scientifico per le aree naturali protette; l’altro emendamento ripristina una norma relativa ad un contenuto premio di cubatura sugli edifici esistenti ricadenti all’esterno dei confini della Riserva, in quanto tale norma è compatibile con la L.R. 18 del 1983 ed è in linea con la prassi consolidata nella pianificazione del territorio agricolo al fine di consentire controlli adeguati di necessità degli edifici esistenti. La sua eliminazione deriva da una interpretazione errata da parte del Comune del parere espresso dal Comitato tecnico scientifico per le aree naturali protette, in quanto il contrasto rilevato dal Comitato si riferisce soltanto al premio di cubatura per i nuovi edifici da realizzare, disciplinati dal 1° punto dell’articolo 28. In definitiva gli emendamenti in distribuzione – vedo soltanto il numero 2, più consistente, ma c’è anche il numero 1 – cassano le pagine 107 e 108 che erano state anche motivo del contendere, sotto alcuni aspetti. All’articolo 28 – “Norme tecniche di attuazione” - , punto R8 “interventi urbanistico-edilizi: usi ed attività, zona agricola ricadente all’interno della fascia di rispetto – così recita: “per gli edifici rurali di interesse storico non ancora vincolati è consentito un aumento di cubatura pari al 30% dell’esistente, finalizzato al risanamento igienico- sanitario, fatti salvi i pareri di competenza. Per gli edifici rurali esistenti e realizzati alla data di costituzione della Riserva è consentito un premio di cubatura rispettivamente corrispondente al 30% della volumetria esistente per gli edifici aventi destinazione residenziale e del 100% della superficie esistente per gli annessi agricoli necessari alla conduzione del fondo”. Così facendo, colleghi, credo che si giunga ad un riequilibrio nel rispetto dei principi di ecosostenibilità, tenendo comunque conto delle attività agricole che si svolgono su quel fondo. VICEPRESIDENTE Grazie all’assessore Desiati per i chiarimenti forniti. Ha chiesto la parola il collega Orlando. Ne ha la facoltà. Grazie Presidente. Nonostante il clima di estrema attenzione che domina la seduta, vorrei far notare ai colleghi che, pur prendendo atto dell’intenzione dell’assessore di chiarire quello che è un discorso relativo al secondo volume del Piano di assetto naturalistico purtroppo ci sono …………… VICEPRESIDENTE …… colleghi, chiedo attenzione da parte dell’Assemblea. Prego il collega Orlando di seguitare. ORLANDO (Prc) Grazie Presidente. Quindi, prendo atto delle dichiarazioni dell'assessore Desiati e mi rendo perfettamente conto che la sua cognizione del problema, anche per una lunga avventura dialettica con l'ex collega Lapenna, sia decisamente superiore rispetto a quella che posso avere io che ho letto semplicemente le carte. Il problema di fondo è che anche se noi adottiamo - il presidente incorre nella stessa colpa - lo stesso criterio che abbiamo preso … (confusione in Aula) Presidente, perché non facciamo una sospensione ricreativa per affilare l'ordine mentale del Consiglio? In questo modo, forse, tra un quarto d'ora si riuscirà a discutere. VICEPRESIDENTE C'è anche il presidente Tagliente e non posso permettermi di richiamarlo. ORLANDO (Prc) Il presidente Tagliente è in funzione non istituzionale. Anche perché è arrivato l'assessore Castiglione ed i problemi sono destinati a crescere. VICEPRESIDENTE Ci sono molti vocii. Colleghi, se avete un po' di pazienza, deliberiamo questo provvedimento se ci sono le condizioni e poi vediamo, per eventuali sospensioni, altre cose. Prego, collega Orlando. ORLANDO (Prc) Grazie presidente. Dicevo che dopo l'esplicitazione di due emendamenti da parte dell'assessore Desiati, comunque resta un problema perché questi dice di espungere, praticamente, le pagine 107 e 108, che almeno nella prospettiva mediatica erano il punto dolens di tutta la vicenda, ed attraverso quegli emendamenti riuscire a risolvere tutto il resto. Presidente, però, avremmo bisogno di una valutazione più puntuale perché l'assessore Desiati sa meglio di me che all'articolo 9 – la zonazione – c'è una precisa definizione di quelle che sono le diverse zone. Se andiamo poi agli articoli 23 e 24, troviamo la cancellazione degli stessi articoli dal Piano di assetto naturalistico, laddove si fa riferimento agli interventi urbanistico-edilizi, usi ed attività, area del carcere circondariale, a riferimento tra zone previste nella zonazione e nel nuovo Piano regolatore generale. Così come nell'articolo 24 facciamo riferimento a zone R4 coincidenti con le zone D3 previste nel Piano regolatore generale. Il dato di fatto è che noi ci troviamo di fronte ad un testo che ha una serie di cancellazioni ed alla fine espungiamo il tutto, per cui visto anche il carattere di attenzione misurata e moderata da parte dell'assemblea, sarei del parere di rinviare l'argomento in commissione, così si potrà arrivare ad una collazione definitiva del testo nella prossima seduta di Consiglio. Chiedo il rinvio in commissione dell'argomento perché vorrei capire fino in fondo la questione, visto e considerato che esistono parti cancellate ed ora ne espungiamo una parte, dal momento che sostituiamo alcune delle parti cancellate con gli emendamenti dell'assessore Desiati. Il problema è che non esiste una cancellazione all'interno del testo e poi l'espunzione di norme che, praticamente, non sono norme perché evidentemente non hanno carattere normativo come quelle previste a pagina 107 e 108. Siccome nell'ultima Conferenza dei capigruppo anche la Provincia di Chieti aveva richiesto il rinvio del provvedimento attraverso l'assessore Lapenna, lo rinviamo in commissione e poi lo riportiamo ricostruito. Grazie al collega Orlando. Qui, però, i motivi sono di due ordini: una valutazione di ordine politico di rinviare per chiarimenti ed altro – la richiesta è legittima e la metto a votazione –, e l’altra riguarda le cancellature. Pertanto, chiedo al relatore se il provvedimento che è pervenuto in Aula, è arrivato direttamente dalla Giunta, per cui quello deliberato dalla commissione è quello con le cancellature. ORLANDO (Prc) La commissione questo testo non l'ha neppure visto, ma ha esaminato semplicemente la relazione della Giunta. La dobbiamo dire tutta? VICEPRESIDENTE Vuol dire che nessuno dei consiglieri ha visto o letto il provvedimento amministrativo. E' un po' troppo! Non credo che sia così! Presidente, non dico che i consiglieri non l'hanno letto, ma quando hanno ricevuto il provvedimento, hanno ricevuto questo con la relazione della Giunta. La relazione generale - volume I° e volume II° (Piano di gestione) - all'atto dell'invio ai commissari della documentazione, non c'era, tanto che io ci sono andato due volte a fare le fotocopie. Chiaro presidente? Quando è arrivato il plico con la documentazione, questi due tomi non erano arrivati. VICEPRESIDENTE Abbiamo capito, però, vorrei che il collega Di Sabatino ci chiarisca questo aspetto dal momento che a me pare regolare. Poichè non faccio parte della 2^ commissione, chiedo lumi al presidente. Quello che è stato approvato in commissione, che è stato emendato, riguarda l'integrazione dell'articolo 28 del Piano di gestione e recita: "Sono fatte salve le attività esistenti e legittimamente autorizzate prima dell'approvazione del presente Piano. Ai suddetti interventi sono permessi altresì l'ordinaria e straordinaria manutenzione per il risanamento conservativo e l'adeguamento tecnologico alle normative vigenti ed alla normativa edilizia". Questo è il provvedimento emendato. VICEPRESIDENTE Presidente Di Sabatino, non è che mi deve rileggere il provvedimento, ma il collega Orlando ha posto un problema di cancellazione di alcuni articoli, così come sono pervenuti dalla Giunta. Vorrei sapere se c'era il problema e se è stato esaminato. (il consigliere Di
Sabatino interviene fuori campo) Bene, è regolare. … allegato praticamente alla delibera 794/C c'era il verbale della seduta del Consiglio comunale di Vasto e non c'era il Piano di assetto naturalistico. VICEPRESIDENTE Adesso lei sta dicendo di nuovo delle cose già dette. Abbiamo capito la sua posizione! ORLANDO (Prc) Ma quale posizione! E' la realtà! VICEPRESIDENTE Abbiamo, quindi, una proposta di rinvio in commissione che pongo in votazione. (il Consiglio approva) Punto 3 dell'o.d.g.: "Comitato misto paritetico per le servitù militari – Designazione di un componente effettivo". La parola al consigliere Di Carlo, che chiede di intervenire sull'ordine dei lavori. DI CARLO (Udc) Grazie presidente. Per far seguito alla volontà espressa dai Capigruppo, chiedo una sospensione del Consiglio di un'ora per una convocazione straordinaria e d'urgenza della commissione Statuto, perché l'ufficio propone degli emendamenti in relazione ad alcuni commi di articoli osservati dal Governo nazionale. Se i colleghi sono d'accordo, possiamo procedere in tal senso, per poi riprendere i lavori. Al presidente della commissione Statuto dico che non sono assolutamente d'accordo sulla modifica dell'ordine dei lavori né sulla convocazione straordinaria della commissione. Non firmerò la convocazione della commissione straordinaria perché ci debbono essere dei passaggi di comprensione di quello che è successo in questa fase. Visto che il Governo regionale non si è minimamente preoccupato di spiegare la sua posizione rispetto al Governo nazionale, non vedo perché non faccia prima ammenda rispetto a questo dato e poi reinserisca in un percorso comprensibile tutta questa fattispecie che non è più materia dell'istituzione, ma ora è anche un fatto politico come pure delle rappresentanze politiche dei partiti, alle quali apparteniamo. Credo che oggi questa operazione non la si possa fare e non la si debba assolutamente consentire. Mi auguro che vi sia la necessaria consapevolezza politica per far sì che si prenda il tempo necessario affinché si approfondiscano tutte queste tematiche in quanto la parte nostra l'abbiamo fatta, non vogliamo andare oltre se prima non sentiamo quello che questo Governo regionale e tutti quelli che sono stati zitti in questa fase, dicono la loro, politicamente ed istituzionalmente rispetto alla presa di posizione del Governo nazionale. Oggi non vi sono le condizioni per convocare e per fare questa straordinaria perché nessuno di noi conosce l'entità delle osservazioni fatte. Se lei mi consente, caro collega, ci voglio capire profondamente, avendo dato tutta la disponibilità personale, politica ed istituzionale a questo percorso. Fermiamoci qui per non andare oltre e creare quei conflitti che abbiamo sempre rinviato in questi anni. DI CARLO (Udc) Si tratta della volontà dei capigruppo e non una mia invenzione. Il Governo regionale era presente ed ha espresso alcune posizioni che ora verrà ad esprimerli nella commissione. VICEPRESIDENTE Collega, il Governo regionale c'entra poco con lo statuto che è materia di Consiglio. La parola al collega Tancredi. TANCREDI (Fi) Siccome gli emendamenti sono stati distribuiti, chiedo se si può votare la proposta di legge sulle rete distributiva dei carburanti. VICEPRESIDENTE Collega, ci sono 350 emendamenti per cui non so quando finiremo! TANCREDI (Fi) Presidente, gli emendamenti del collega Orlando sono ritirati. VICEPRESIDENTE Adesso, però, stiamo parlando di un altro argomento. Abbiamo una richiesta di sospensione su cui chiede di intervenire il consigliere Melilla. Presidente, purtroppo alla Conferenza dei capigruppo non ho partecipato per una questione urgente che mi è capitata mentre stavo venendo, però, il collega Passeri mi ha riferito ampiamente di quello che si è discusso e che io ritengo, al di là adesso di ogni valutazione politica che dobbiamo fare, che c'è una questione che balza agli occhi con grande evidenza. Qui abbiamo una censura del presidente del Consiglio dei Ministri, quindi del Governo Berlusconi, contro il presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Pace. Essendo questi il legale rappresentante della Regione, avrei auspicato che fosse qui e ci dicesse quello che pensa di questo provvedimento, anche perché la Regione Calabria, amministrata dal centro destra, che ha avuto analogo ricorso alcuni mesi fa, all'unanimità, centro destra e centro sinistra, ha protestato con virulenza nei confronti di un attacco istituzionale nei confronti di un'Assemblea legislativa quale il Consiglio regionale. La stessa cosa si sarebbe dovuto fare in questa sede, invece, vedo che questo statuto evidentemente non ha padri perché nessuno rivendica la paternità politica di questo statuto e non dice che il Governo Berlusconi ha fatto ridere l'Italia con questi rilievi che sono risibili da ogni punto di vista. Tra l'altro, se noi accettassimo – faccio un discorso di merito perché a me non interessa la commissione prima o la commissione dopo dal momento che non sono molto legato a queste cose – un rilievo in base al quale il Consiglio regionale non ha neanche il diritto di approvare il programma del presidente, questa Assemblea sarebbe assolutamente ridicolizzata. All'inizio di questa legislatura, per gentile concessione del presidente, si è discusso del programma, per cui, caro presidente, penso che stante l'attuale situazione, onde evitare strumentalizzazioni di ogni tipo, chiedo che il Consiglio regionale sia convocato per discutere della gravità istituzionale di questo attacco perché penso che non ci siano alternative allo state con la schiena dritta ed andare alla Corte Costituzionale a rivendicare la bontà del lavoro che abbiamo fatto. Ho utilizzato 4 anni e mezzo attorno a questo statuto e parecchie cose le ho scritte anch'io, per cui lo voglio difendere e sono contrario alla riunione di questa commissione. (assume la presidenza il
presidente Tagliente) PRESIDENTE La riunione della commissione, però, era stata ipotizzata dalla Conferenza dei capigruppo nella quale siedono, come lei sa, tutti i rappresentanti dei partiti e tutti questi sono stati d'accordo nel convocare la commissione Statuto in via breve almeno per prendere cognizione dei termini del ricorso alla Corte avanzato dal Governo. Credo che la richiesta del presidente Di Carlo– voglio tranquillizzare il consigliere Di Stanislao – non tenda assolutamente a deliberare alcunché, ma a mettere la commissione nelle condizioni di conoscere i termini del ricorso e nel concordare un percorso. (il consigliere Di
Stanislao interviene fuori campo) Questo, per la verità, non è vero avendolo deciso la Conferenza dei capigruppo e, se mi consente, avendolo deciso il presidente. (il consigliere Di
Stanislao interviene fuori campo) Lei sa benissimo che soprusi non ne ho mai fatti in quest'Aula; ci mancherebbe altro! Questo era un percorso stabilito dalla Conferenza dei capigruppo nei termini, nei modi secondo le modalità e lo spirito che ho appena detto. Di tal ché sospendo i lavori del Consiglio per consentire la riunione della commissione Statuto, per minuti 15 e non di più. (la seduta, sospesa alle
ore 17,50, riprende alle ore 19,21)
Comunico che la Commissione speciale per la Revisione dello Statuto ha deciso di aggiornare i propri lavori a martedì mattina, quindi, riprendiamo l'esame dei provvedimenti all'ordine del giorno. Se siete d'accordo, direi di rinviare a martedì prossimo, a seguire il question time, i punti che sono previsti all'o.d.g., dando spazio adesso al provvedimento di variazione del bilancio, come mi viene sollecitato. La parola al consigliere Di Masci. Presidente, la Regione non ha erogato a favore dei comuni per il diritto allo studio riferito al 2003 e per gli scuolabus. Bene, possiamo riprendere con questo argomento. Dal momento che il relatore non è presente in Aula, leggo la relazione: "La 5^ Commissione consiliare Affari Sociali e Tutela della Salute, nella seduta del 27 ottobre 2004, ha esaminato i due provvedimenti unitamente agli allegati unificandoli. La modifica apportata con la deliberazione di Giunta regionale n. 914/C dell'8 ottobre 2004 riguarda il punto f) del dispositivo della deliberazione di Giunta regionale numero 1077/C del 28.11.2003 che pertanto risulta essere il seguente: f) di dare atto dell'avvenuta assunzione dell'impegno di spesa per la complessiva somma di euro 5 milioni sul capitolo 042410 del bilancio 2003 giusta determinazione dirigenziale di Giunta regionale n. D.M. 6/19 del 15.12.2003. Sul provvedimento n. 1077/C del 28.11.2003, così come modificato dal provvedimento 914/C dell'8 ottobre 2004, la commissione ha espresso parere favorevole all'unanimità dei consiglieri presenti". Dal momento che non ci sono richieste di intervento, pongo ai voti il provvedimento unificato 230/2003 e 230/2004 bis. (il Consiglio approva) Vogliamo passare adesso all'esame della variazione di bilancio? (voce fuori campo) Chiede di intervenire il consigliere Orlando; ne ha facoltà. ORLANDO (Prc) Presidente, faccio notare che esiste un problema di natura sostanziale rappresentato dal fatto che, avendo avuto adesso il testo collazionato con gli emendamenti, sarebbe opportuno guardare con un po' di attenzione i provvedimenti, poi, non vorrei far riferimento, per quanto riguarda un problema di natura più generale, perché mi sembra che siano passate più di due ore dall'inizio della seduta e non è stato praticamente chiesto l'inserimento all'o.d.g. del provvedimento. Quindi, evidentemente ci troviamo di fronte ad un fatto procedurale oltre che ad un fatto sostanziale. Penso, a questo punto, che se rinviamo gli altri argomenti a martedì prossimo, potremmo anche attentamente leggere quello che c'è scritto nella variazione di bilancio. PRESIDENTE La parola al collega Tancredi. TANCREDI (Fi) Vorrei fare una proposta opposta a quella del collega Orlando, nel senso che se noi invece andassimo avanti con alcuni argomenti all'o.d.g., in particolare la legge sulla rete distributiva dei carburanti, che è stata già sviscerata ed approfondita e gli emendamenti distribuiti e condivisi, la variazione di bilancio potremmo invece spostarla a martedì, alla fine del question time. In questo modo avremmo la possibilità di digerirla tutti e superare anche le obiezioni dell'ottimo collega Orlando. PRESIDENTE Colleghi, se questa è la volontà, mettiamo un po' di carburante ai lavori del Consiglio e passiamo all'esame di questa proposta di legge. *394/03* PROGETTO DI LEGGE – NORME DI INDIRIZZO PROGRAMMATICO REGIONALE DI RAZIONALIZZAZIONE ED AMMODERNAMENTO DELLA RETE DISTRIBUTIVA CARBURANTI Sul progetto di legge in esame è stata presentata una serie piuttosto cospicua di emendamenti che, se non ho sentito male, prima della sospensione sono stati ritirati. Per la relazione, la parola va al collega Tancredi. Presidente, la relazione l'ho fatta prima, credo di non dovermi ripetere, gli emendamenti sono stati distribuiti, sono condivisi, per cui credo che si possa procedere all'esame dell'articolato. Dal momento che sull'articolo 1 non ci sono interventi, lo pongo ai voti. (il Consiglio approva) Articolo 2. (il Consiglio approva) Articolo 3. (il Consiglio approva) Articolo 4. (il Consiglio approva) Articolo 5. (il Consiglio approva) Articolo 6. (il Consiglio approva) Articolo 7. (il Consiglio approva) Articolo 8. (il Consiglio approva) Articolo 9. (il Consiglio approva) All'articolo 10 sono stati presentati degli emendamenti, per la precisione quattro. Un emendamento è a firma dei consiglieri Caramanico, Passeri ed altri, ed un altro, che mi dicono essere lo stesso, presenta una tabella che il precedente non ha. Nella sostanza è lo stesso dal momento che la presidenza della commissione si è curata di fare una ripulitura, infatti, ci sono delle citazioni che non c'entrano niente. Vorrei sapere se gli allegati sono identici. TANCREDI (Fi) Sì nella sostanza. Il discorso è che il testo del collega Caramanico riporta delle cose che con i carburanti non c'entrano niente perché fu fatto di fretta e il collega fotocopiò una tabella del Cresa. La presidenza della commissione si è curata di togliere quelle parti e fare una tabella che riguarda solo i carburanti. PRESIDENTE Collega, capisco che nella sostanza potrebbero essere anche uguali, però, stiamo parlando di carte dove, per la verità, la segnologia potrebbe essere anche … Bene, pongo ai voti l'emendamento unificato. (il Consiglio approva) Allora, pongo ai voti l'articolo 10 così come emendato. (il Consiglio approva) Pongo a votazione l’art.11. (il Consiglio approva) Abbiamo degli emendamenti all'articolo 12. Ritengo, se il relatore mi segue, che l'emendamento che porta la firma un po' di tutti, sia quello da prendere in esame, ossia quello a firma dei consiglieri Caramanico, Tancredi, Passeri ed altri. L'emendamento recita: "L'area di nuovo insediamento dell'impianto, comprensiva dei percorsi di ingresso ed uscita, deve avere le superfici minime espresse in metri quadrati così indicate: zona 2 – mq 200, … TANCREDI (Fi) L'emendamento al comma 1 dell'articolo 12 recita: " L'area di nuovo insediamento dell'impianto, comprensiva dei percorsi di ingresso ed uscita, deve avere una superficie minima di mq 1000". PRESIDENTE Se lo firma, le sarei grato perché potrei seguirla. Allora, pongo ai voti l'emendamento. (il Consiglio approva) Decade, quindi, l'emendamento Caramanico ed altri. Al comma 2 dell'articolo 12 è stato presentato un altro emendamento che è abrogativo. Lo pongo ai voti. (il Consiglio approva) Pongo ai voti l'articolo 12 come emdentato. (il Consiglio approva) Anche all'articolo 13 abbiamo una serie di emendamenti, di cui uno al comma 1 dell'articolo 13: "Il posizionamento dei nuovi impianti deve avvenire tenendo conto sia dell'appartenenza del comune ad una delle cinque aree regionali di cui al precedente articolo 12, nonché delle quattro zone omogenee a livello comunale di cui al precedente articolo 11, in funzione delle distanze minime espresse in metri e precisate nella seguente tabella". Ne abbiamo anche un altro a firma del consigliere Di Carlo ed altri. Intanto votiamo questo. (il Consiglio approva) L'emendamento del consigliere Di Carlo così recita: "Aggiungere al primo capoverso del comma 1 dell'articolo 13 la parola 'potenziamento'. Abrogare integralmente il secondo capoverso del comma 1 dalla parola o della parola la distanza. Abrograre il terzo comma dell'articolo 13". La parola al consigliere Palmerio. Si tratta, probabilmente, di un errore perché si riferisce al secondo comma laddove dice: "Dalla parola la distanza è ridotta, viene eliminato questo secondo capoverso del secondo comma". Questo emendamento non è concordato. Non è concordato perché non si è mai fatta una riunione. PRESIDENTE Questa non è una novità, per cui non desta scandalo né scalpore. PASSERI (Ds) Sarebbe opportuno che finisca questo battibecco e ci facciate capire di che cosa si tratta dal momento che non vedo perché votare una cosa che non ho capito. PRESIDENTE La parola al collega Palmerio per l’illustrazione. PALMERIO (Udc) Ho detto che l'emendamento del collega Di Carlo erroneamente viene riferito al primo comma. In realtà è il secondo comma e si dice "che possono essere realizzati nuovi impianti ecc. ecc., la distanza è ridotta a 7 chilometri talora tali impianti vengono localizzati in Comuni con popolazione superiore a 20000 abitanti. Tale distanza è ulteriormente ridotta 3 chilometri nei Comuni capoluogo di provincia". In questo capoverso, dalla parola "la distanza" alla parola "provincia", l'emendamento sopprime questa parte. Quindi, tutti a 10 chilometri. PRESIDENTE Allora, pongo ai voti l'emendamento. (il Consiglio approva) Vi sono quattro emendamenti, presentati da vari gruppi politici, che chiedono la soppressione del 3 comma. Metto ai voti i suddetti emendamenti. (il Consiglio approva) Al 2 comma le parole “chilometri 3” sono sostituite con le parole “chilometri 5” PASSERI (Ds) Gli emendamenti decadono, poiché si è variato l’articolo; anzi li ritiriamo. PRESIDENTE Allora andiamo direttamente al comma 8 dell’articolo 13, in relazione al quale sono stati presentati tre emendamenti. Il primo, a firma dei consiglieri Passeri, Caramanico ed altri, prevede di sopprimere da “in deroga alle superfici” di cui all’articolo 12 ed alle “distanze” di cui all’articolo 13. (interventi fuori campo) Colleghi, dovete farmi capire. C’è un emendamento concordato, che riassume tutte le posizioni? Mi dicono che non c’è. TANCREDI (Fi) Presidente, c’è un emendamento a firma dei consiglieri Tancredi, Romanelli, Fabbiani. Allora, metto ai voti l’emendamento concordato che, ovviamente, se approvato farà decadere gli altri. Il testo è il seguente: “Nelle strade a scorrimento veloce a quattro corsie con spartitraffico centrale è consentita la realizzazione di impianti in deroga alle distanze di cui all’articolo 13, nel rispetto delle norme previste dal Codice della Strada anche in deroga alle previsioni urbanistiche comunali”. La parola al consigliere Fabbiani. Grazie, presidente. Voglio dire che l’emendamento al comma 8 dell’articolo 13 si deve fermare a “Codice della Strada” sopprimendo, quindi, “anche in deroga alle previsioni urbanistiche comunali”. TANCREDI (Fi) Presidente, sono d’accordo. PRESIDENTE La parola al consigliere Passeri.
Presidente e colleghi, qui non si tratta del primo, secondo o terzo emendamento. E’ bene che ci mettiamo d’accordo sulla sostanza dell’emendamento stesso. Abbiamo detto che gli impianti, pur nel rispetto delle norme dell’Anas, dei regolamenti dell’Anas, devono avere anche nelle strade a scorrimento veloce le stesse distanze delle altre strade, perché le strade a scorrimento veloce non stanno in una zona dove non possono intervenire le norme e le leggi. Vuol dire che anche nelle strade a scorrimento veloce gli impianti devono rispettare le stesse distanze che abbiamo messo sulle altre strade, pur nel rispetto, naturalmente, delle norme Anas, in quanto non possiamo intervenire su queste norme. Questo è il senso dell’accordo che abbiamo raggiunto. Come poi è stato scritto non lo so, però questo era il senso dell’accordo. Non è un porto franco. Le strade non sono porti franchi. TANCREDI (Fi) Posso spiegare. Al di là del fatto che gli accordi che abbiamo raggiunto sono stati completamente stravolti, grazie a lei consigliere Passeri, … PASSERI (Ds) Non grazie a me, ma grazie alla sua maggioranza, consigliere Tancredi. Grazie a lei. Stavo dicendo che per quanto riguarda le strade a scorrimento veloce, a quattro corsie, colleghi saprete che noi, per esempio, con questa legge non possiamo intervenire sulle autostrade per le quali ci sono delle norme specifiche. Ci sono, quindi, delle norme che regolano le distanze sulla rete autostradale, ma logicamente non sono vincolate dalle distanze … Ad esempio se all’uscita dell’autostrada di Mosciano c’è un distributore di benzina, non è detto che a pochi chilometri dall’uscita sull’autostrada non si possa fare il distributore, perché non è detto che chi va in autostrada deve uscire dalla stessa per fare benzina o nafta. Questo emendamento al comma 8 dell’articolo 13 introduce sostanzialmente la stessa norma nelle strade a scorrimento veloce. Faccio un esempio: la costruenda Teramo-Giulianova. Sapete che su questa strada ci sono un’enormità di distributori. Con le attuali norme sulle distanze impediremmo di fare un distributore di benzina o di nafta da Villa Vomano e Giulianova e chi percorre quella strada dovrebbe uscire dall’autostrada o dalla superstrada ed andare a fare benzina. Mettiamo, quindi, le norme del Codice della Strada e dell’ Anas che, comunque, fissano dei limiti, delle distanze, ma all’interno della strada a scorrimento veloce, ma non le vincolano ai distributori esistenti al di fuori delle strade a scorrimento veloce. Sostanzialmente si tratta delle stesse norme che ci sono sulla rete autostradale. Abbiamo specificato strade a scorrimento veloce con spartitraffico centrale, cioè proprio strade a quattro corsie dove la circolazione è assimilabile a quella autostradale. Poi, per quanto riguarda la deroga alle norme urbanistiche, sono d’accordo. Era stata introdotta dal gruppo della Margherita … PRESIDENTE Scusate, è possibile fare un emendamento concordato? TANCREDI (Fi) Per me va bene anche l’emendamento firmato dal consigliere Fabbiani. L’emendamento a firma del consigliere Fabbiani recita: “Nelle strade a scorrimento veloce a quattro corsie con spartitraffico centrale è consentita la realizzazione di impianti nel rispetto delle norme Anas previste in relazione alla tipologia di strada, nonché al rispetto delle superfici e distanze”. Collega Tancredi, va bene così? In realtà, l’emendamento Fabbiani che lei ha poc'anzi indicato a modello dice esattamente la cosa contraria. Allora è possibile concordarlo? Non lo è. Allora, metto ai voti l’emendamento a firma dei consiglieri Romanelli, Tancredi ed altri. Preciso che stiamo parlando di “deroga alle distanze” e non di “deroga alle previsioni urbanistiche”. TANCREDI (Fi) Presidente, visto che c’era un accordo concordato, propongo che l’esame del provvedimento venga rinviato alla prossima seduta ordinaria del Consiglio regionale. (il consigliere Di Masci
interviene fuori campo) PRESIDENTE Collega Tancredi, se vuole aggiungere qualcosa. TANCREDI (Fi) Presidente, cosa devo dire. Prendo atto c’è stato un accordo alla presenza di tutti i gruppi politici ed anche del collega Di Carlo che, poi, ha presentato un emendamento sconvolgente totalmente il provvedimento di legge ed a firmato gli emendamenti concordati. PRESIDENTE Collega, esistono le maggioranze e le minoranza. TANCREDI (Fi) Ma certo e mi adeguo. PRESIDENTE Metto, quindi, ai voti l’emendamento a firma dei consiglieri Romanelli, Fabbiani, Tancredi ed altri. Ne do nuovamente lettura: “Nelle strade a scorrimento veloce a quattro corsie con spartitraffico centrale è consentita la realizzazione di impianti in deroga alle distanze di cui all’articolo 13, nel rispetto delle norme previste dal Codice della Strada. Ci sono, quindi, due deroghe: una alle distanze ed un’altra, invece, alle previsioni urbanistiche che abbiamo espunto; resta la deroga alle distanze. (il Consiglio approva) Decade, quindi, l’emendamento del consigliere Fabbiani ed anche quello del consigliere Caramanico. Adesso metto ai voti l’articolo 13 così come emendato. (il Consiglio approva) All’articolo 14 non ci sono emendamenti. La parola al consigliere Di Nardo Pasquale. Presidente, mi sembra che, in questo clima di sostanziale confusione, l’intento della commissione ed il licenziamento da parte della stessa, pur comprendendo tutta una serie di emendamenti concordati, in questa fase siano sostanzialmente in qualche misura stravolti. Viene meno, quindi, quello che era l’indirizzo della commissione al momento del licenziamento di questo provvedimento. Presidente, chiederei a lei e, chiaramente, agli illustri colleghi, se fosse possibile sospendere la trattazione di quest’argomento per riprenderlo in occasione di un già annunciato Consiglio per martedì prossimo. (interventi fuori campo) Non ricominciamo, continuiamo. Credo che in commissione l’indirizzo che si voleva dare a questa norma era tutt’altro da quello che sta venendo fuori. Mi duole, peraltro, anche sottolineare come per la prima volta dopo quattro anni di confronto ci si stia in qualche misura approfittando di questa situazione, ma in tutta buonafede. Ritengo che si possa anche per questa occasione, per una legge importante come questa ed attesa, peraltro, da qualche anno, sospendere per qualche minuto la trattazione di questo argomento. Ne riparliamo martedì con grande serenità, come abbiamo sempre fatto, anche avendo visto che cosa siamo andati o siete andati a licenziare nelle prossime ore. Se può essere accolta, questa è la proposta. Qualora non potesse essere accolta andiamo avanti così, poi, ovviamente, ognuno fa la propria parte, perché politica non vuol dire solo ritrattare un argomento in commissione, considerare così come è stato inserito peraltro nella stessa relazione accompagnatoria di questo provvedimento e poi disattenderlo in Aula. Grazie. C’è una richiesta. Credo sia anche un appello all’ecumenismo da parte del collega Di Nardo. Metto ai voti la richiesta di sospensione per 10 minuti che ritengo siano ragionevoli per trovare un accordo. (interventi fuori campo) Ho interpretato così la richiesta. Sospendiamo per un quarto d’ora. (la seduta sospesa alle
ore 20,00 riprende alle ore 20,15) PRESIDENTE Prego i consiglieri di prendere posto. Riprendiamo i lavori del Consiglio. Ha chiesto di intervenire il consigliere Tancredi; ne ha facoltà. TANCREDI (Fi) Presidente, chiedo il rinvio della legge in commissione, dove potremo ridiscuterla con migliore lucidità. PRESIDENTE C’è una proposta di rinvio in commissione, non essendo stato trovato l’accordo richiesto. (il Consiglio approva) REGOLAMENTO REGIONALE PER L’ESECUZIONE IN ECONOMIA DEI LAVORI, FORNITURE E SERVIZI Passiamo all’esame del provvedimento amministrativo avente ad oggetto: ”Regolamento regionale per l’esecuzione in economia dei lavori, forniture e servizi”. Relatore il consigliere Norante. Presidente, la prima commissione Bilancio ha esaminato, nel corso della seduta del 20 ottobre 2004, il regolamento rubricato da questo Consiglio regionale al numero 8/2004 e proposto dalla Giunta con deliberazione 827/C del 27 settembre, esprimendo sullo stesso il proprio parere di merito favorevole all’unanimità dei consiglieri presenti. PRESIDENTE Pongo in votazione il provvedimento amministrativo. (il Consiglio approva) C’è, adesso, un altro provvedimento amministrativo avente ad oggetto: ”Comune di Francavilla (Ch) - P.r.p. - Recepimento nella pianificazione comunale. Proposta di variante”. Relatore il consigliere Di Sabatino. Presidente e colleghi, la seconda commissione ha esaminato il provvedimento amministrativo che è stato licenziato all’unanimità dei consiglieri presenti.
PRESIDENTE Metto ai voti il provvedimento amministrativo in esame. (il Consiglio approva) *433/03*PROGETTO DI LEGGE - RIORDINO DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI COOPERAZIONE SOCIALE Passiamo all’esame del progetto di legge avente ad oggetto: “Riordino della normativa in materia di cooperazione sociale”. In assenza del relatore, consigliere Di Stefano, procedo io stesso alla relazione. Sul progetto di legge in esame la quinta commissione ha espresso parere di merito favorevole a maggioranza dei consiglieri presenti. Metto ai voti gli articoli del progetto. Articolo 1. (il Consiglio approva) Articolo 2. (il Consiglio approva) Articolo 3. (il ConsIglio approva) Articolo 4. (il Consiglio approva) Articolo 5. (il Consiglio approva) Articolo 6. (il Consiglio approva) Articolo 7. (il Consiglio approva) Articolo 8. (il Consiglio approva) Articolo 9. (il Consiglio approva) Articolo 10. (il Consiglio approva) Articolo 11. (il Consiglio approva) Articolo 12. (il Consiglio approva) Articolo 13. (il Consiglio approva) Articolo 14. (il Consiglio approva) Articolo 15. (il Consiglio approva) Articolo 16. (il Consiglio approva) Articolo 17. (il consiglio approva) Articolo 18. (il Consiglio approva) Articolo 19. (il Consiglio approva) Articolo 20. (il Consiglio approva) Articolo 21. (il Consiglio approva) In assenza di interventi, pongo in votazione la proposta di legge nel suo complesso.
Passiamo all’esame del provvedimento avente ad oggetto: “Interventi a sostegno degli stranieri immigrati”. Ha chiesto la parola il collega D’Orazio. Ne ha la facoltà. D’ORAZIO (An) Presidente, domani c’è la riunione del Crei; poiché questo provvedimento va a toccare la sua funzionalità ed anche per rispetto dell’ultima seduta che andrà a fare, propongo il rinvio dell’esame del provvedimento a martedì prossimo, in modo che dopo la suddetta riunione che, tra l'altro, dovrà prevedere anche la legge di riforma per quanto riguarda gli emigranti, le due iniziative legislative si mettano in correlazione e partono insieme. PRESIDENTE Va bene. Il provvedimento amministrativo è rinviato. *535/04*PROGETTO DI LEGGE - INTERPRETAZIONE AUTENTICA DELLA L.R. 18/2001 CONCERNENTE: CONSIGLIO REGIONALE DELL’ABRUZZO, AUTONOMIA E ORGANIZZAZIONE Passiamo, adesso, all’esame del progetto di legge avente ad oggetto: ”Interpretazione autentica della Legge regionale 18/2001 concernente: Consiglio regionale dell’Abruzzo, autonomia ed organizzazione”. Relatore il consigliere Di Sabatino. La seconda commissione ha esaminato il progetto di legge nella seduta del 28 ottobre ed ha espresso parere favorevole di merito all’unanimità dei consiglieri presenti. (il consigliere Di Masci
interviene fuori campo) Non ci sono richieste di parola. Pertanto, pongo a votazione la proposta di legge, che consta di un solo articolo. *532/04*PROGETTO DI LEGGE - INTERVENTI REGIONALI PER PROMUOVERE L’EDUCAZIONE ALLA LEGALITA’E PER GARANTIRE IL DIRITTO ALLA SICUREZZA DEI CITTADINI Esaminiamo il progetto di legge avente ad oggetto: “Interventi regionali per promuovere l’educazione alla legalità e per garantire il diritto alla sicurezza dei cittadini”. Relatore il consigliere Di Sabatino. La seconda commissione ha esaminato il progetto di legge nella seduta del 28 ottobre ed ha espresso parere favorevole di merito all’unanimità dei consiglieri presenti. PRESIDENTE Metto ai voti l’articolo 1. (il Consiglio approva) Articolo 2. (il Consiglio approva) Articolo 3. (il
Consiglio approva) Articolo 4. (il Consiglio approva) Articolo 5. (il Consiglio approva) Articolo 6. (il Consiglio approva) Articolo 7. (il Consiglio approva) Articolo 8. (il Consiglio approva) Articolo 9. (il Consiglio approva). Articolo 10. (il Consiglio approva) Articolo 11. (il Consiglio approva) Articolo 12. (il Consiglio approva) Metto ai voti la legge nel suo complesso. La parola al consigliere Norante. Presidente, anche in merito alla mozione all’ordine del giorno ed alla variazione di bilancio, poiché martedì alle ore 10,00 c’è il Consiglio straordinario chiedo se sia possibile rinviare questi argomenti alla fine di quel Consiglio straordinario e non dopo il question time, in modo da dare la possibilità di esaminarli verso le 12,00, cioè quando finiremo la discussione in Consiglio straordinario. PRESIDENTE Se il Consiglio straordinario dovesse per avventura terminare in tempo utile, nulla questio. RISOLUZIONE - CRISI DEL TURISMO INVERNALE A SCANNO Passiamo ora all’esame della risoluzione avente ad oggetto: “Crisi del turismo invernale a Scanno”. La parola al consigliere Di Masci. Si tratta di una risoluzione urgente. Premesso che il turismo invernale a Scanno sta attraversando una fase di profonda crisi che sta mettendo in serie difficoltà l’intero comparto e gli operatori del settore; rilevato che il perdurare di una simile situazione locale, inserita in un contesto territoriale, quello delle aree interne, già in difficoltà, rischia di pregiudicare pesantemente le possibilità di sviluppo e lo stesso mantenimento del livello occupazionale nel settore turismo tanto da suscitare grande e grave preoccupazione nonché senso di sfiducia tra la popolazione e gli operatori economici; sottolineando che questo delicato tema è stato più volte illustrato; ricordando che nel merito alla situazione descritta è stata anche convocata dal presidente Tagliente, nella primavera, un’apposita riunione presenti il sindaco e gli amministratori di Scanno; tenendo conto che la stagione invernale alle porte rischia di saltare a causa degli irrisolti problemi qui richiamati, con le immaginabili ripercussioni negative e che nel 2003 sono stati investiti un milione e 700.000,00 euro di finanziamento regionale per la costruzione di una prima parte delle strutture che rischiano poi il deperimento se non utilizzate; ribadendo che per risolvere radicalmente il problema e rimuovere tutte le situazioni ostative all’entrata in funzione dell’intero bacino sciistico occorre il necessario stanziamento per l’ultimazione delle opere mancanti, si impegna, quindi, il presidente e la Giunta ad individuare tutti gli strumenti finanziari necessari per risolvere la situazione del bacino sciistico di Scanno. PRESIDENTE La parola al presidente della Giunta Pace. PACE (presidente della Giunta) Questo è un argomento che è all’ordine del giorno dell’attenzione della Giunta regionale ed, in particolar modo, è all’ordine del giorno dell’impegno del presidente della Giunta regionale. La crisi di cui si parla in questa risoluzione urgente, che apprezzo, deriva dalla crisi della Valle Orsara, la quale crisi ha uno spessore economico e finanziario di grande portata e rispetto alla quale non credo che questo Consiglio regionale, l’istituzione Regione, possa intervenire con sue risorse. Stiamo parlando di decine e decine di miliardi, di un consorzio che si è posto in liquidazione volontaria. L’evolversi di questa liquidazione volontaria, comunque, ha portato tutte le strutture e le istituzioni che concorrono all’attenzione di questo problema a determinare un atteggiamento di fallimento, di dichiarazione di fallimento su richiesta del liquidatore della Valle Orsara. Ovviamente, bisogna interventre, perché sarebbe una grande calamità se la definizione sfociasse in una dichiarazione di fallimento della Valle Orsara senza individuare tutti i percorsi successivi. Esiste un’altra società che si chiama “Bacini sciistici di Scanno Spa” che è una società a partecipazione interamente ed esclusivamente pubblica. La società, infatti, è partecipata al 50% dal Comune di Scanno ed al 50% dalla Provincia dell’Aquila, ma sia dal Comune di Scanno sia dalla Provincia dell’Aquila non possono essere prefigurati interventi finanziari per andare a sanare la gravissima crisi della Valle Orsara. Il termine gravità è da riferire anche ai 51 operatori turistici, albergatori di Scanno, i quali hanno prestato garanzie ai vari istituti bancari che lungo il corso degli anni hanno concesso linee di credito, e parliamo di decine di miliardi. C’è una strada che è stata intrapresa, strada che poi la Giunta regionale ha inserito prima in un’ipotesi, poi in un protocollo sottoscritto dalla stessa Giunta con Sviluppo Italia. Sviluppo Italia si è impegnata con noi a fare attività di promozione del territorio e, prevalentemente, di promozione turistica del territorio. Si tratta di ampliare il ventaglio partecipativo della Bacini sciistici di Scanno Spa con un intervento di Sviluppo Italia. Prevediamo che Sviluppo Italia possa intervenire nel capitale della Bacini sciistici di Scanno Spa con una cifra importante per andare a sanare la crisi finanziaria della Valle Orsara. Sono stati sviluppati molti contatti con Sviluppo Italia; ho pregato sia il sindaco di Scanno sia il presidente della Provincia dell’Aquila,che è stata nostra collega fino a qualche minuto fa,perché determinassero provvedimenti di carattere amministrativo rivolti all’attenzione di questo problema. Questi provvedimenti amministrativi sono stati adottati e mi sono stati trasmessi, credo, in data 13 ottobre. Abbiamo nei prossimi giorni un’ulteriore riflessione che si svilupperà intorno ad un tavolo, Sviluppo Italia, Comune di Scanno, Regione Abruzzo e Provincia dell’Aquila, per rideterminare la capitalizzazione della Bacini sciistici di Scanno Spa. Il procedimento non è molto semplice, perché qui stiamo parlando di somme un tantino difficili da reperire, però abbiamo un promessa di grande attenzione di Sviluppo Italia per pervenire ad una soluzione di questo tipo. Non so se ci si perverrà prima dell’apertura della prossima stagione invernale, ma questo è l’impegno. Allora, signor presidente, la ringrazio per avermi concesso la parola, in quanto ho la possibilità di dire che l’impegno di questo Consiglio al presidente della Giunta regionale ed alla Giunta nella sua completezza è certamente accolto da quest’ultima e, quindi, dal presidente. Spero di potervi dare, nei prossimi giorni, una definizione che sia positiva. Ovviamente, non posso preannunciarla, non posso impegnarmi per questo, come davanti ad un notaio, però stiamo lavorando, insieme al Comune di Scanno ed alla Provincia dell’Aquila, in grande sintonia e con grande partecipazione a questo problema. Ripeto che è un problema non soltanto della stagione sciistica di Scanno, ma anche della vita e della possibilità di prospettive e di attività di 51 aziende alberghiere. E questa è una cosa molto importante. Insomma, posso assicurare che quest’impegno c’è, anzi viene raddoppiato, stimolato, caricato dal voto di questo consiglio regionale che mi auguro sia unanime. Spero di potervi dare un riferimento utile alla problematica di cui il consigliere Di Masci ed altri si sono interessati con questa risoluzione urgente. Vi ringrazio. Voterò a favore della risoluzione. Presidente, ero a conoscenza di alcuni problemi e procedure in atto, però è stato assolutamente opportuno che lei riferisse al Consiglio lo stato delle cose. Speriamo che la risoluzione sia votata all’unanimità. Metto ai voti la risoluzione in esame. (il Consiglio approva) Credo che a questo punto la seduta possa essere chiusa. Presidente, abbiano un’altra risoluzione, anzi due. PRESIDENTE No. Direi che a questo punto possiamo chiudere. (interventi fuori campo) Non capisco per quale motivo l’altra risoluzione non possa essere discussa. Quale altra risoluzione, quella del collega Fabbiani? Presidente, c’è un’altra risoluzione che credo sia anche stata presentata temporalmente prima di quella del collega Di Masci. Se poi c’è una volontà di non approvare. Collega Di Nardo, si vuole sospendere il Consiglio e non discutere le altre risoluzioni presentate. PRESIDENTE State facendo una tempesta in un bicchiere d’acqua. Se volete continuare, sono disponibile anche fino a mezzanotte ed oltre. RISOLUZIONE – VERTENZA POMPEA S.P.A. DI ATRI Abbiamo una risoluzione del collega Fabbiani avente per oggetto: "Vertenza Pompea S.p.A. di Atri". La parola al consigliere Fabbiani. Grazie presidente. Non c'è alcun impegno finanziario ma solo un po' di buona volontà del presidente della Giunta regionale o dell'assessore alle Politiche del Lavoro. "Premesso che la Pompea di Atri ha annunciato l'iter procedurale per mettere in mobilità 68 lavoratori su 180 senza un piano di ristrutturazione e senza alcuna concertazione con i sindacati e con le parti istituzionali; che questa realtà produttiva rappresenta una realtà occupazionale per il territorio di Atri e di tutti i Comuni delle Terre del Cerrano (Atri, Silvi, Pineto e Roseto); che l'azienda ha avviato un piano di esternalizzazione della produzione; considerato che dall'incontro del 1° ottobre tra le maestranze e la proprietà dell'azienda presso la sala consiliare del Comune di Atri, ad oggi, non ancora si riesce a trovare una soluzione che riporti tranquillità tra tutti i lavoratori della Pompea Spa; premesso ciò, il Consiglio regionale, al fine di tutelare l'occupazione nell'ambito delle Terre del Cerrano, impegna l'assessore alle Politiche Attive del Lavoro della Regione Abruzzo – poiché adesso è assente, mi rinvolgo al presidente della Giunta – affinché intervenga per organizzare un confronto tra le parti: la Pompea Spa, l'Ufficio provinciale del Lavoro, le OO.SS. rappresentative dei lavoratori, le RSU aziendali, la Provincia di Teramo ed i Sindaci delle Terre del Cerrano, con l'obiettivo di arrivare attraverso la concertazione a delle soluzioni che scongiurino la messa in mobilitò dei lavoratori". Grazie. Dal momento che non ci sono richieste di intervento, pongo ai voti la risoluzione. (il Consiglio approva) La parola al consigliere Palmerio che chiede di intervenire. PALMERIO (Udc) Ho presentato una risoluzione urgente, insieme ai colleghi Orlando, Di Nardo Pasquale e Di Nardo Raffaele, in quanto c'è stata una raccolta di firme a Lanciano, da parte dell'Associazione Culturale Frentania, che ha raccolto circa 22.00 firme, evidenziando una serie di problematiche tra le quali quelle riguardanti l'ospedale di Lanciano. Questa risoluzione invita il presidente della Giunta regionale e l'assessore alla Sanità ad intervenire presso il direttore generale per una serie di adempimenti ritenuti in effetti urgenti, quale è il potenziamento di tutti i servizi – radiologia, il pronto soccorso, le sale operatorie –, perché crediamo che la qualificazione di un presidio dipenda molto dai servizi prima ancora dei singoli reparti. Poi, c'è un riferimento al reparto delle malattie infettive perché c'è una vecchia storia dell'ospedale di Lanciano che è la scuola infermieristica. Il rettore, date le presenze ed il numero di iscrizioni, ha espresso la sua disponibilità a creare un'ulteriore scuola, che quindi non va a nocumento della scuola di Vasto, ma c'è la possibilità che anche Lanciano possa averla. Siccome è una tradizione trentennale di questo, abbiamo chiesto una risoluzione – si tratta solo di un invito al direttore generale – di adeguarsi a queste indicazioni. PRESIDENTE La parola al presidente Pace. PACE (presidente della Giunta) Grazie presidente. Colleghi consiglieri, la materia contenuta in questa risoluzione urgente, a firma di illustri colleghi, che ringrazio per l'iniziativa, credo che per quanto riguarda il secondo, il terzo ed il quarto punto, debba essere demandata all'ex articolo 20, che, come voi sapete, aveva una certa disponibilità, deliberata dal Cipe a suo tempo, che poi è stata tagliata dal decreto taglia spese del ministro Tremonti, però, la Giunta regionale non è restata inattiva. Infatti, abbiamo recuperato – debbo qui ricordare l'intervento diretto, a nome di tutta quanta la Giunta regionale, da parte l'assessore alla Sanità, come pure l'assessore Bruno Sabatini che è stato il nostro anello di congiunzione con il Governo –una gran parte di quei 220 milioni di euro, ossia 180, ovviamente come competenze e, come cassa, anno dopo anno avremo questa disponibilità. Circa 35 milioni di euro sono già ascritti nel bilancio dello Stato del 2004 e credo che il doppio sarà per il bilancio del 2005. Quindi, il potenziamento del reparto di radiologia per la dotazione della strumentazione, la messa a norma delle sale operatorie, il potenziamento del pronto soccorso, rientrano in questa possibilità di definizione, utilizzando le risorse ex articolo 20 che abbiamo salvato. Per quanto invece si riferisce all'attivazione di posti letto di malattie infettive ed ematologia, collegate al ripristino del corso del diploma di laurea in scienze infermieristiche, credo il consigliere Palmerio sappia del tavolo che la Regione Abruzzo ha aperto con il sistema delle università d'Abruzzo, tavolo che contiene una serie di punti all'ordine del giorno, uno dei quali è proprio questo. Cosa si andrà a definire, non lo posso dire in questo momento perché non ho la sfera di cristallo, ma posso dire soltanto che c'è una grande attenzione, da parte dell'università di Chieti, in particolar modo della facoltà di medicina, per l'argomento trattato nel punto 1 di questa risoluzione. Per quanto si riferisce alla creazione dell'unità operativa di emodinamica all'interno del reparto di cardiologia, nell'ottica di creazione di reparti di eccellenza, spero che avremo l'occasione del prossimo bilancio per riferire in relazione ai centri di eccellenza che riguardino l'intero sistema sanità abruzzese. Votiamo favorevolmente tutti quanti. PRESIDENTE Dissento perché mi pare di aver capito dalle parole del presidente Pace che come raccomandazione si possa prendere atto di questo. PALMERIO (Udc) Voglio che si metta ai voti. PRESIDENTE Prendo la parola a questo punto, non come presidente ma come consigliere, perché non si può fare del campanile a quest'ora. Ho preso volentieri atto delle dichiarazioni del presidente Pace, che mi sembrano siano improntate al grande senso di equilibrio ed anche al senso di realismo, però, vorrei far presente ai colleghi consiglieri che votare una risoluzione di questo tipo ci fa imboccare, peraltro ad un Consiglio estremamente sguarnito nei ranghi, la strada da tutti vituperata e che mai nessuno dovrebbe imboccare, del campanile. Si dirà - già si è detto sottovoce -, da parte del collega, che sono io che faccio del campanile, ma c'è anche chi lo provoca evidentemente, perché parlare di attivare una scuola infermieristica, sapendo che nella stessa Asl, a distanza di 15 chilometri e non di più, prospera ormai da anni una scuola infermieristica - alludo all'ospedale di Vasto, che ha tanto di riconoscimento da parte della università, facoltà di medicina, che rilasciava prima e rilascia oggi certificati di laurea -, mi sembra un voler dire – direbbe un mio paesano tanto perché stiamo sprofondando nello strapaese –, di stare proprio a pizzicare le terga e non vale la pena, onestamente, farlo a quest'ora. Per cui mi troverei d'accordo, non volendo assolutamente in questo modo entrare in singolar tenzone con il collega Palmerio, con il quale sono peraltro in rapporti di grande cordialità, a che la risoluzione venga accolta come raccomandazione dal presidente, ma non che si ponga ai voti, alla luce di quanto detto dal presidente. Ripeto, una risoluzione di quel sapore e di quel tenore che penso di avere in qualche modo già individuato e qualificato. Grazie. PALMERIO (capogruppo Udc) Non condivido assolutamente il tenore dell'intervento del presidente – me ne dispiace per il rispetto del ruolo che lui occupa –, perché respingo categoricamente il discorso di campanile in quanto potrei ricordare al presidente che, quando fu istituita la scuola infermieristica a Vasto – lo è stata durante questo corso di legislatura –, non ho posto alcun problema di campanile. Ricordo che quando è stata chiusa la scuola infermieri dell'ospedale di Lanciano ed è stato istituito il corso di scuola infermieristica a Vasto, era assessore Salini. Da questo tavolo e da questo banco non è partita interrogazione né interpellanza né iniziative presso il mio assessore perché non si facesse quel provvedimento. Tra l'altro, era anche in Giunta, quindi, probabilmente avrò anche votato quella delibera. Secondo punto: se parliamo di campanile, vorrei ricordare che, quando nella finanziaria dell'anno scorso e di quest'anno ho portato dei provvedimenti che miravano a potenziare il Consorzio universitario Frentano, mi fu chiesto, da parte del consigliere Tagliente, di inserire anche il consorzio di Vasto e non ho avuto difficoltà, a parte un inizio di contrarietà, ripeto che non ho avuto alcuna difficoltà a che si facesse anche il Consorzio universitario di Vasto. Però, quello che più preme dire e veramente mi dispiace questa discussione – ecco perché ho detto che la voglio comunque votare –, è che c'è la frase, messa proprio per tutelare e per rassicurare i cittadini di Vasto, "Preso atto della disponibilità del rettore ecc..", che spiega come al rettore è stato chiesto se l'apertura di Lanciano avrebbe comportato la chiusura o una limitazione della scuola di Vasto, e mi è stato risposto che il numero delle iscrizioni è tale da permettere di avere due scuole di scienze infermieristiche. Ecco perché ho messo nella risoluzione "preso atto", cioè, ho voluto dire che ho già la disponibilità del rettore che, chiaramente, non vuole sottointendere la chiusura di Vasto a favore di Lanciano, altrimenti, non avrei assolutamente iniziato questo discorso. Allora, mi dispiace che dinanzi ad una iniziativa che scaturisce da una richiesta di 2200 cittadini di tutto il frentano, non solo di Lanciano, di fronte ad una iniziativa popolare e quattro consiglieri chiedono una risoluzione – non abbiamo presentato un progetto di legge o quant'altro poteva andare a modificare – sia nato questo spettacolo veramente indecoroso. (assume la
presidenza il vicepresidente) VICEPRESIDENTE Ha chiesto la parola l'assessore Prospero. Ne ha la facoltà. PROSPERO (componente la Giunta) Presidente, chiedo la verifica del numero legale. VICEPRESIDENTE Prendiamo atto della mancanza del numero legale e rinviamo il Consiglio a martedì prossimo. La seduta è tolta. I colleghi saranno riconvocati a domicilio (La seduta
è tolta alle ore 20,55) (Massimo Antonini; Antonina Nardecchia, Sandro Spagnoli) |